Gli zuccheri sono alimenti importantissimi della nostra dieta poiché rappresentano la fonte primaria per la produzione di energia che serve a far funzionare correttamente tutto il nostro organismo, dal cervello ai muscoli. Sono moltissimi gli alimenti che contengono zuccheri necessari alla nostra buona salute, cibi che spesso non sono nemmeno considerati dolci: sono i carboidrati semplici e complessi di cui fanno parte tutti i vegetali e in particolare frutta, verdura, cereali e legumi. Ma c’è un dolce veleno, letale e silenzioso, che è entrato nella nostra dieta in piccole quantità per poi crescere come un virus al punto tale da diventare l’alimento principale nella dieta mondiale: lo zucchero bianco raffinato. Lo zucchero bianco è il risultato finale di un lungo processo di lavorazione industriale che utilizza reagenti chimici e il suo consumo è più che triplicato negli ultimi cinquant’anni. La dipendenza da zucchero, per quanto se ne parli poco, è un serissimo problema che affligge il moderno mondo occidentale e non solo. Gli effetti sono sottovalutati, o comunque ignorati e spesso considerati semplicemente una dipendenza psicologica, ma studi recenti hanno dimostrato che si hanno sintomi d’astinenza durante periodi senza l’assunzione di cibi dolci, un elemento chiave della dipendenza fisica. Il consumo di zuccheri scatena la produzione di alcuni oppioidi endogeni nel nostro sistema nervoso, facilmente collegabili alla ben nota sensazione di appagamento generata dal consumo di cibi dolci. Gli ormoni e i neurotrasmettitori così attivati sono esattamente gli stessi messi in moto da molte droghe piuttosto note. Il meccanismo tipico è il seguente: quando si assume una sostanza in grado di produrre dopamina, il cervello, in particolare nel “centro della ricompensa”, ne trae piacere e ne chiede ancora. Ma per via della tolleranza che si innesca in breve tempo, la quantità della sostanza richiesta va sempre aumentando, ingigantendo quindi i rischi e i danni per la salute generale e generando dipendenza. Infatti agisce sull’ormone grelina, prodotto dallo stomaco, che segnala la sensazione di fame al cervello, per cui il cervello avverte una falsa sensazione di digiuno e interferisce parallelamente con il normale trasporto e i segnali biochimici della leptina, che aiuta a produrre la sensazione di sazietà.

Ma il problema non è solo lo zucchero bianco che mettiamo nel caffè o quello contenuto in dolciumi, merende confezionate e bevande gassate. C’è anche quello aggiunto in carni insaccate, sughi, salse e così via. Uno studio canadese ha evidenziato che almeno il 65% dei prodotti alimentari in vendita nelle grosse catene di distribuzione contiene zuccheri aggiunti. La ragione è ovvia: aggiungere zucchero, sale e grassi rende un cibo più appetibile e desiderio di aumentarne il consumo. Cosa si può chiedere di più ad una sostanza? Questo però non ha niente a che vedere con le esigenze del nostro organismo. Non ci apporta nessun beneficio e, al contrario, ha molti lati negativi. Il principale tra questi è la sua azione acidificante, uno dei principali motivi per cui il corpo si ammala. Secondo molti esperti in alimentazione lo zucchero bianco per poter essere digerito e assimilato deve ricostruire gli elementi vitali perduti con la raffinazione, perciò “ruba” allo scheletro e agli organi vitali del corpo vitamine e sali minerali, in particolare il Calcio e il Cromo. Le conseguenze di questo “furto” metabolico sono la perdita di calcio nei denti e nelle ossa che favorisce la comparsa di malattie ossee come l’osteoporosi, l’artrosi e le carie dentarie. Il nostro corpo, privato così di utili sostanze minerali, si ribella manifestando una serie di sintomi che ci penalizzano anche dal punto di vista meramente estetico: induce invecchiamento prematuro aumentando lo stress ossidativo, indebolisce i capillari e può causare la caduta dei capelli. A livello intestinale, lo zucchero bianco provoca processi fermentativi con produzione di gas e tensione addominale e l’alterazione della flora batterica con tutte le conseguenze che ciò comporta. Ma non è tutto: zucchero bianco industriale, farine bianche e dolcificanti chimici -contenuti nelle bevande e in tutti i prodotti di pasticceria e da forno- hanno un alto indice glicemico, cioè aumentano fortemente la presenza di zuccheri nel sangue, facendo così scattare il deleterio meccanismo di produzione insulinica da parte del pancreas. Da non dimenticare poi che lo zucchero, insieme a caffè ed alcoolici, è tra i primi killer delle vitamine del gruppo B presenti nel nostro organismo e può portare a gravi malattie metaboliche, prima su tutte il diabete. Riduce la forza del sistema immunitario e le capacità degli enzimi, diminuisce l’elasticità muscolare e la qualità della vista, dei tendini e delle ghiandole provocando squilibri ormonali. Senza contare che favorisce l’obesità e la formazione di cellulite. E può anche alterare il sistema nervoso, soprattutto se a consumarlo sono i bambini. Studi condotti negli Stati Uniti, dimostrano che gli stati di irritabilità, falsa euforia, e aggressività dei bambini sono in relazione anche agli zuccheri raffinati che assumono con l’alimentazione.

Insomma, non sono pochi i motivi per ricorrere alle alternative naturali che ci permettano di rendere la nostra vita un po’ più dolce, senza necessariamente compromettere la nostra salute e quella dei nostri figli. Si può sostituire lo zucchero bianco con lo zucchero di canna integrale biologico. Esistono due tipi principali di zucchero di canna: lo zucchero grezzo e quello integrale. Lo zucchero grezzo è sottoposto a un processo di raffinazione simile a quello dello zucchero bianco. Lo zucchero integrale invece non subisce alcun processo di raffinazione pertanto, a differenza dello zucchero bianco e di quello grezzo, mantiene inalterato il contenuto di vitamine, minerali ed enzimi tipici della pianta da cui viene estratto. Una valida alternativa è il fruttosio, uno zucchero semplice che si trova nella stragrande maggioranza della frutta, nel miele e anche in piccole quantità in alcune verdure. Ha un potere dolcificante superiore di circa un terzo rispetto a quello del saccarosio, per cui se ne può utilizzare di meno per avere lo stesso risultato. Altri dolcificanti salutari sono il malto d’orzo, la stevia, lo sciroppo di mele, il succo d’acero e il miele vergine integrale, tutte sostanze che impattano meno su corpo, mente e ambiente; e contengono anche sostanze utili all’organismo. Cerchiamo comunque di ridurre al minimo l’acquisto di prodotti che hanno tra gli ingredienti lo zucchero raffinato, soprattutto se è il primo -o tra i primi- ingredienti della lista. Per legge gli ingredienti sono elencati in ordine decrescente, cioè da quello più presente a quello con minor percentuale. Se il primo ingrediente è lo zucchero, ciò che stiamo per comprare non farà bene al nostro corpo. Il suggerimento, quindi, piuttosto che demonizzare in modo assoluto lo zucchero, è quello di moderarne il consumo e mantenere uno stile di vita sano e non sedentario.

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