Per chi vive a Milano, potrebbe quasi ritenerla un ‘must-have’ di questa stagione. C’è chi la trova noiosa e triste, c’è chi invece come Filippo Sorcinelli, l’ha raccolta e chiusa in tre flaconi. Tre diverse declinazioni di nebbia. Una nuova serie di tre fragranze dedicate a questo interessante fenomeno atmosferico che da sempre ci affascina, commuove e accoglie.
NEBBIA fitta, dove ferro e pietra lungo il fiume hanno impregnato l’ossigeno. E il niente diventa polveroso esserci, tentando un viaggio nell’impossibile e aggrappandosi a quel sostegno arrugginito e bagnato. Avvicina la mano, chiudi gli occhi e ascolta nel silenzio che ti circonda.
NEBBIA densa, estensione di un ramo caduto tra il muschio bagnato e solcato dai nostri passi incerti tra gli alberi che muovono la cattedrale del mistero, senza orizzonte. Manca la misura delle cose, manca il fiato di tutti i giorni, nel verde buio agghiacciato dalle nuvole sottili che riplasmano le forme con un umido orgoglio.
NEBBIA spessa, nel mare invisibile dove vaghiamo, mescolando paura istantanea e piacere convulso, tra repulsione salina e piacere, spostando il confine del proprio io che fluttua e mai si arresta. Soffocati da un suono sordo e lontano che deforma e soffre, gode e muore, e rivive rimanendo sempre un po’ alti e sospesi.

La NEBBIA è l’abbigliamento dei limiti, dei confini cancellati e delle incertezze dei passi. Sfuma le differenze delle età della vita di ogni cosa, eclissa il pensiero e fa perdere la solennità della vista comune. La NEBBIA induce a rifugiarsi, a mascherarsi, mentre s’innerva tra le foreste. NEBBIA è il ritratto dell’aria che si muove nel mistero, brivido silenzioso che percorre gli animi sconvolti, rumore impalpabile che fa muovere la nostra vista in un mondo parallelo, lontano, sospeso, rarefatto, deformabile ed emotivo”.
Filippo Sorcinelli

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