Per il secondo anno, la pittrice polacca Elzbieta Radziwill personalizza il flacone in vetro di Émulsion Écologique con motivi ispirati alla natura. Una formula culto, un trattamento che nei decenni è parte imprescindibile nella skincare più sontuosa: Émulsion Écologique di Sisley si veste, per il secondo anno consecutivo, con un abito esclusivo, grazie all’artista pittrice polacca Elzbieta Radziwill, che imprime il suo talento e la sua sensibilità sul flacone di vetro che racchiude l’Émulsion, per far rivivere questo bestseller sotto i suoi pennelli con tonalità ispirate alla natura, che lei ama più di ogni cosa. Una brezza marina e naturale sembra veramente soffiare su questa nuova edizione ipefemminile e ci porta in un mondo onirico, dove fiori e piante si uniscono in una colorata armonia pittorica. Sul flacone, come sulla scatola di Émulsion Écologique, farfalle e libellule attraversano questo tableau per posare le loro ali dai riflessi argentati sulle foglie di Centella Asiatica. Vera poesia floreale, questa nuova edizione regala un tocco di fantasia a un cosmetico già entrato nella leggenda e la cui formula è tuttora invariata.

Émulsion Écologique, una formula unica, inimitabile, la composizione è elaborata partendo da un complesso di estratti di origine naturale di Centella Asiatica, Ginseng, Rosmarino, Luppolo ed Equiseto, la sua formula rivitalizzante permette di idratare, nutrire e stimolare l’epidermide, mentre l’aiuta a contrastare le aggressioni esterne. Fluida, leggera, fresca e piacevole, Sisley Émulsion Écologique è un vero jolly, una formula versatile e multitasking che non può mancare nella beauty routine indipendentemente dall’età: si presta infatti a essere utilizzata come soin multibenefit o prima di qualsiasi altro trattamento, per ritrovare tonicità ed elasticità. Prepara la pelle, proteggendola per tutta la giornata.  Impercettibile, mat e idratante, è apprezzata anche dagli uomini che la usano come dopobarba per le sue virtù addolcenti e il suo profumo naturale e aromatico, immutato nel tempo.

photographer: Vincenzo Patruno

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