Pink ma non solo, perché guardare il mondo in technicolor è una delle esperienze migliori della nostra vita. Per cogliere il mistero del colore non basta vedere i colori, bisogna viverli. Ed è da questo spunto che molte ragazze hanno deciso di prendere alla lettera il manifesto “the way of living in Candy-Pink”, decidendo di trasformare il proprio guardaroba. Pink as a real attitude! Ma insieme al rosa anche il giallo, il viola, il fucsia e il verde mela. Questi sono i cosiddetti colors-candy che regalano mille sfumature per esprimere l’animo romantico e non solo e diventano dunque la carta vincente da indossare per sentirsi al top ed essere ammirate come vere principesse-pink. Avete mai sentito parlare del fenomeno delle Decora girls? il termine decora è un adattamento fonetico dell’inglese decorative. Come suggerisce il nome, questa moda è caratterizzata dall’uso spropositato di accessori e dai numerosi strati di vestiti, che si sovrappongono gli uni gli altri. Di solito, i colori usati negli abiti sono tinte neon, che rendono questo look facilmente riconoscibile. Haruka Kurebayashi è sicuramente una delle più importanti tra le “pink-candy” decora girls.

Tutto parte da una delle più discusse blogger giapponesi: Kyary Pamyu Pamyu. Modella, performer e cantante con il suo video “Candy Candy” ha inondato la fantasia di tutte le ragazzine appassionate del genere “pink-your-life”.  Basta poco, un breve viaggio a Tokyo e tutto sembra più semplice. A molti è noto che le ragazze in Giappone vanno a scuola con una divisa alla marinaretta, con quelle gonne molto corte a pieghe e i calzettoni che quasi arrivano al ginocchio e che, sì, hanno qualcosa di sexy. Può passarti accanto una gothic lolita tutta pizzi pink e neri, con l’ombrellino e i guanti, e anche le cameriere sono sensuali con i grandi occhi da manga truccati alla perfezione, la pelle di porcellana, le lenti a contatto viola. Pensate al fenomeno dei Maid Café in cui si è accolti da giovanissime cameriere in abito vittoriano, grembiule e crestina in testa che, inchinandosi, declamano “Ben tornato a casa, onorato padrone”, richiamando quel tipo di ospitalità delle geisha di una volta. Maid café tinteggiati in Pink così come anche i Cat café, dove felini e muffin cremosi sono i veri protagonisti.

E, così, a Tokyo, le ciliegie giganti nei capelli o gli occhiali specchiati a forma di cuore, li metti per davvero. E rallenti per osservare quella ragazza che assomiglia a Lamu o quella con la parrucca bionda che ti ricorda Lady Georgie – o forse pure un po’ Lady Oscar – perchè sta rendendo reale quello che, prima di arrivare in Giappone, era solo un disegno ammiccante in movimento dentro la televisione. Verde menta, giallo vaniglia, azzurro baby, arancio melone, rosa bubble gum. Siete attratte dalle lacche pastello? I colori delle caramelle, dall’arancione al verde, al rosa bubble gum fino al celeste polvere, irresistibili anche in contrasto cromatico. Mille posti dove poter farsi fare incredibili manicure! In Takeshita Street, la lunga e stretta via sempre affollata nel fine settimana regno delle Harajuku girls, vendono proprio di tutto: mollette per i capelli a forma di ciliegia, la bacchetta magica di Creamy Mami, il mascara di My Melody, ciglia finte coloratissime e lenti dalle mille sfumature. A Tokyo con queste cose non si scherza, non è roba da festa in maschera. W love Pink, e non solo!