– Alice: Secondo te sono diventata matta papà?
– Charles: Ho paura di sì. Sei matta, svitata. Hai perso la zucca. Ma ti rivelo un segreto: tutti i migliori sono matti.
Così recitano due dei protagonisti del grande capolavoro statunitense del 2010 firmato dalla regia di Tim Burton Alice in Wonderland. E di verità dietro a queste due battute ce n’è tanta. Dietro ai più grandi scrittori e artisti della storia, infatti, è custodita una lista infinita di manie bizzarre che mai ci si aspetterebbe di scoprire, ma che in fin dei conti non ha fatto altro che sollecitare il geniale estro creativo che già apparteneva ad ognuno di loro. Lolaglam ne ha individuate 8… buon divertimento!

  • Ludwig van Beethoven: quando il compositore e pianista tedesco beveva un caffè, una delle sue manie bizzarre era che quest’ultimo doveva contenere esattamente sessanta chicchi. Si narra, inoltre, che fosse ossessionato dalla pulizia della sua casa, tanto che, praticandola giornalmente, a causa dell’abbondante quantità utilizzata, il liquido filtrava negli appartamenti sottostanti facendone innervosire i proprietari.
  • Truman Capote: lo scrittore nonché sceneggiatore, drammaturgo e attore statunitense si è sempre definito un “autore orizzontale”. Il motivo? Capote non riusciva a pensare se non steso a letto o sul divano, con una sigaretta o un caffè in mano. E poi era tremendamente superstizioso: non tollerava la presenza di tre sigarette nel posacenere, di dormire in un’ipotetica stanza n.13 di un albergo, di comporre un numero di telefono che contenesse quella cifra, così come di iniziare o terminare un libro di venerdì.
  • David Lynch: il regista, sceneggiatore e produttore cinematografico statunitense trova la sua ispirazione dopo un frappè al cioccolato e sette tazze di caffè nel suo locale prediletto. Tutti i giorni alle due mezza.
  • Woody Allen: una doccia bollente, o anche più di una, della durata di 40 minuti è quel che gli serve per armarsi della giusta creatività.
  • Honoré de Balzac: aveva una vera e propria dipendenza, quella del caffè. Una delle manie bizzarre ma non troppo. Ma lui ne beveva circa cinquanta al giorno, pericoloso sì, ma per lui indispensabile. Basti pensare che una volta riuscì a lavorare quarantotto ore consecutive proprio grazie al caffè.
  • Leonardo Da Vinci: per il genio del Rinascimento italiano poco importava dormire, o meglio, dormiva seguendo la tecnica del ciclo polifasico, che prevedeva piccoli sonnellini durante l’arco della giornata anziché un’unica fase di sonno.
  • Agatha Christie: come nascevano i suoi romanzi gialli? All’interno di una vasca da bagno, dove la drammaturga britannica era solita sdraiarsi mentre mangiava delle mele, ideando nel frattempo omicidi, per l’appunto.
  • Jane Austen: aveva la tremenda paura che qualcuno sbirciasse la sua opera prima che essa non fosse conclusa, tanto da assicurarsi che la porta della propria camera fosse scricchiolante, così da poter sentire quando qualcuno fosse eventualmente entrato.

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