“C’è un legame stretto tra lentezza e memoria, tra velocità e oblio” – Milan Kundera
Nulla è più vero in questo secolo dove tutti siamo di corsa senza riuscire a fermarci senza un reale motivo. In un’epoca in cui l’apparire è diventato più importante dell’essere, abbiamo perso di vista noi stessi, come se non riuscissimo a mettere a fuoco le priorità della vita reale. Sono queste le considerazioni da cui Stefano Sciuto, in collaborazione con la stylist Martina Antinori, parte per la sua ricerca fotografica intitolata Oblio e pubblicata, tra gli altri, al MED PHOTO FEST 2018. Certo la memoria è importante, è da dove veniamo e, per certi versi, quello che siamo. Ma che cosa succede se il ricordo diventa una zavorra troppo pesante per permetterci di andare avanti e l’oblìo sembra la sola via d’uscita? Qual’è il peccato più grande, dimenticare e passare oltre o ricordare ad oltranza? La fotografia per sua natura coglie un attimo. Lo cristalizza nel tempo, rendendolo simultaneamente vivo e morto per sempre. Siamo ancora noi quella figurina che sorride con un look di dieci anni fa o nel frattempo siamo diventati un’altra cosa? Difficile dirlo. Forse Oblio vuole raccontarci proprio questo, che ogni storia ha almeno due facce. Quando va bene.

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