Un mese fa ha inaugurato a Camera – Centro Contemporaneo per la Fotografia di Torino la mostra dedicata alla produzione fotografica di Carlo Mollino. Torinese di nascita, ha progettato per la città alcuni dei suoi lavori più importanti come il Teatro Regio, la Camera di Commercio e i celebri interni come Casa Miller e Villa Avondo, ora divenuta la sua Casa Museo. Conosciuto ai più come architetto e designer, Mollino in realtà è stato una figura estremamente poliedrica e moderna nel panorama artistico italiano della metà del Novecento, dedicando la vita alle proprie passioni e ossessioni. Architettura, design, sci, volo e automobilismo sono discipline a cui si è applicato con trasporto e rigore, arrivando ad eccellere in ognuna di esse grazie a un approccio sia pratico che teorico. La fotografia in questo senso assume un’importanza particolare: tramandatagli dal padre in giovinezza è divenuta per lui sia uno strumento di documentazione che un mezzo espressivo fondamentale che non ha mai abbandonato nel corso della sua vita. L’occhio magico del titolo della mostra è infatti la chiave di lettura dell’intero percorso espositivo, composto da oltre 500 stampe fotografiche e altri materiali provenienti dall’archivio del Politecnico di Torino, e diviso in quattro sezioni. Ognuna di queste fa riferimento a una citazione dagli scritti dello stesso Mollino, a testimonianza del suo approccio eterogeneo alla fotografia che rappresenta un dispositivo per prolungare graficamente e intellettualmente le sue visioni.

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