L’ispirazione è quella settecentesca francese, ma la nuova interpretazione del noto stile poudré ha contaminazioni che arrivano da lontano. Dal Kabuki nipponico, soprattutto per l’uso del colore di occhi e labbra, al baking, per l’applicazione della cipria, come pure il Jamsu koreano, tanto amato da celeb come Bella Hadid. Il primo passaggio da affrontare richiede una pelle pulita e ben idratata. Bene allora utilizzare skincare dalle formule concentrate come sieri e maschere, meglio se dall’effetto illuminante per dare una radiosità di base alla cute del viso. Quindi si può procedere con il trucco. “Come primo step si può stendere una crema colorata emolliente oppure una base idratante per uniformare l’incarnato. Quindi si opacizza tutto con cipria dal tono avorio o bianco”, dice Maurizio Calabrò, Lead Make Up Artist Nars Cosmetics Italy. Ispirandosi al baking, quindi, si procede con lo step successivo. “La novità è che si tratta di polveri libere, sì, ad effetto opacizzante, ma dalle formule fotocromatiche capaci di illuminare la pelle. Si picchietta quindi il prodotto sulla zona T (fronte, naso, mento) per poi avanzare anche sul resto del volto soprattutto nell’area sottostante agli occhi e sulla mascella per creare un effetto contouring molto intenso ed opaco”. A questo punto si immerge il viso per trenta secondi in acqua fredda, dopo di che si tampona con una salvietta per asciugare con delicatezza la pelle senza asportare la cipria che si è fissata alla pelle quasi scomparendo.

È il momento ora del colore. “Le gote sono protagoniste di questo look. Le nuance da scegliere vanno dal rosso al ciliegia e vanno stese dalla guancia, insistendo sui pomelli, fino a salire verso gli zigomi e alle tempie. Per un tocco glam e contemporaneo, perfette le texture cremose e ad effetto glow, in contrasto con la cipria opaca”. Quindi gli occhi che saranno caratterizzati da un makeup quasi polveroso dove il colore è stemperato nel bianco della cipria. “Le tonalità ideali sono quelle pastello degli aranci, ocra, rossi e burgundy dal finsh opaco. L’applicazione viene eseguita con i polpastrelli picchiettando le palpebre di colore, quasi a creare un effetto “sporco”, senza definire la rima ciliare, né creando grafismi”.

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