Conclusa la visione del cortometraggio, appaiono sulle ultime schermate i ringraziamenti finali, i nomi degli artisti. Per ultime, solo due parole bianche su uno sfondo nero: “sull’amore”. Il tema del secondo capitolo di Fantastiche Visioni sono le relazioni umane. Nella loro complessità, nella loro reciprocità, nel loro darsi e togliersi, stringersi e allentarsi. Fatte di imprescindibile necessità, di alternanza, di bellezza, comunque vada: perché le relazioni umane sono, più di ogni cosa, delle fantastiche visioni. Composte, prima di tutto, da singoli, che avvicinatisi ad altri singoli, si accrescono, diventano qualcosa in più. La fantastica visione di Emilio Tini, fotografo e regista, dal cuore della provincia italiana, che ama il mare, i tramonti e i campi di grano, ha un ché di gestaltico, ma lo supera. La teoria del tutto che è maggiore della somma delle sue parti ben si applica al suo lavoro, che però va oltre. Perché il risultato qui non è solo casualità, è una ricerca della perfezione, del risultato migliore possibile, è l’ostinazione e le notti lunghe a cercarlo. È il modo di lavorare di chi ama profondamente la vita e vuole viverla pienamente in ogni cosa che fa.

Fantastiche Visioni Vol. 2 – Sull’Amore – è stato proiettato in anteprima con una serata evento durante la settimana della moda di Milano, il 23 settembre scorso. Tra i tanti ospiti, i collaboratori di Emilio Tini e molti tra i talenti ritratti. Attori e attrici, modelle, musicisti, designer e ballerini che attraverso la loro arte – e con la complicità di una persona a loro vicina – hanno raccontato la propria visione dell’amore. Visioni che tutte insieme si fondono, magistralmente, sotto lo sguardo del fotografo. Il pubblico, durante la proiezione, trattiene il fiato. “Andare sotto. Dentro. E ancora più addentro. Perché la fotografia è questo: permettere a chi guarda il prodotto finito di usare l’immagine osservata come in un boomerang. Quello che si vede davanti a noi, ci batte dentro, forte, come un martello. Poi ritorna sulla superficie della foto, i suoi soggetti, la sua composizione, le ombre, i colori se e quando ci sono”. Se il bianco e nero è la sua cifra distintiva del raccontarsi, quando usa il colore esplode, come in alcune campagne stampa (l’ultima è per il brand So Allure).

In bianco e nero come un vecchio film d’amore, come una fotografia di un album sbiadito che raccoglie i ricordi più preziosi dell’amore di una famiglia. Come il volume (nel senso letterale del termine, cioè libro stampato) che raccoglie gli scatti di questo secondo lavoro. Un vocabolario dell’amore per immagini. Fantastiche visioni sono due racconti all’anno, che a partire da quest’anno vengono presentati a marzo e a settembre. Due capitoli l’anno per esaltare il meglio della creatività italiana, rappresentato volta per volta da una selezione di talenti che nel mettere a nudo la loro anima, svelano quella autentica di colui che sta dietro l’obbiettivo. Il progetto – e il lavoro di Tini in generale – è strettamente connesso alla moda: nel secondo capitolo i protagonisti hanno indossato alcuni dei nomi più influenti del Made in Italy: Gucci, Giorgio Armani, Prada, Fendi, Brunello Cucinelli, Alberta Ferretti… Il Made in Italy, altro oggetto della dichiarazione d’amore del fotografo attraverso il suo lavoro. Il Made in Italy che nasce nelle province, nelle periferie, da talenti che sono stati prima di tutto acuti e precoci osservatori col cannocchiale di ciò che succedeva nelle città grandi e distanti. Dotati di quella forza unica e indistruttibile, chiamata perseveranza, che li ha portati ad emergere e a portare con loro quella provincia, per non perderne lo sguardo. È il percorso delle persone raccontate nelle sue Fantastiche Visioni, guidate solo dall’amore per la loro arte. Ed è anche il suo. “Il resto è vita interna, la nostra, che dalla foto nasce, cresce e si ravviva”.

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