Colori accesi, molto accesi, e ritratti bizzarri, il più delle volte sessualmente ammiccanti, che a loro modo fanno impazzire letteralmente tutti. O quasi. E non ci vuole un grande occhio a comprendere l’unicità che è racchiusa in ogni opera di David LaChapelle. Non a caso ai suoi esordi fu Andy Warhol a dare il via alla sua carriera. Ad intuire l’immenso talento che possedeva questo grande artista statunitense nato a Fairfield, affidandogli il primo incarico professionale fotografico per la rivista Interview Magazine. E poi? E poi è stato tutto un susseguirsi di grandi avvenimenti. Come del resto merita chi come lui riesce a fare dell’ironia una geniale forma d’arte. Con il lancio del primo libro fotografico, LaChapelle Land, che iniziò a portare il suo nome sulla bocca delle persone. Con il secondo volume intitolato Hotel LaChapelle, su cui si iniziavano a vedere i primi volti noti. Quelli delle grandi celebrità. Come Courtney Love, Pamela Anderson, Björk, Madonna, Elizabeth Taylor, Angelina Jolie, Benicio del Toro, Micheal Jackson. E poi Lady Gaga, Eminem, Lindsay Lohan, Kanye West, Nicki Minaj, Rihanna, Hillary Clinton, David Beckham. E poi con Artist and Prostitutes in tiratura limitata e in vendita alla modica cifra di 1500 dollari, e Heaven to Hell. Entrambi promossi a pieni voti dal pubblico.

Fino ad arrivare all’attuale grande capolavoro firmato Taschen. Due volumi in edizione limitata custoditi all’interno di un lussuoso cofanetto, con copie firmate dall’artista, dentro cui è custodita tutta la sensibilità visionaria di David LaChapelle. Che ancora una volta ha voluto affidare alla carta il compito di narrare la sua storia. E di diffondere in tutto il mondo il suo linguaggio, un linguaggio universale. Con il mero intento di divertire, far riflettere, unire ed ispirare. “Voglio condividere e unire le persone. Quello che amo è l’idea che un ragazzo, una ragazza o una signora, comprino una rivista, vedano una mia foto e innamorandosene la ritaglino e l’attacchino al frigorifero. Amo l’idea di ispirare le persone e lasciare una traccia nella loro vita”, disse LaChapelle solamente un anno fa nel corso di un’intervista. Un percorso artistico e spirituale, questo, che è iniziato a far parte di lui dal 2006. Quando si ritrovò folgorato dalla bellezza della Cappella Sistina di Michelangelo. Personaggio che per lui rappresenta un’ immensa fonte di ispirazione. Così come Bowie, William Blake, Pharrel Williams e molti altri. Perché, ritornando a Michelangelo, la sua idea è quella di mettere un interrogativo sulla questione progressione-umanità.

Siamo davvero pronti spiritualmente a tutto questo processo tecnologico? Ed è proprio lì, davanti a questo interrogativo, che arriva la sua “espiazione”, per rispondere al consumismo e al materialismo che al giorno d’oggi stravolgono la società. In positivo o in negativo. Ed ecco che si ritorna a riflettere, sempre, pagina dopo pagina. Forse con un po’ di malinconia, quella che ognuno possiede inconsciamente dentro di sé. Ma a cui David LaChapelle risponde con 500 copie di puro colore e ironia. Che per lui significa anche “gratitudine nei confronti della vita”.

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