Conversazione intima con Cesare Cremonini, che alla soglia dei 40 anni racconta la storia della sua vita, racchiusa nella prima grande raccolta. Cremonini 2C2C The Best Of.  La prima grande raccolta della sua produzione ormai ventennale, che conterà 6 brani inediti, 32 singoli di successo rimasterizzati, un album intero di 16 interpretazioni in versione pianoforte e voce. E poi, 15 brani strumentali realizzati dal 1999 ad oggi, 18 rarità, tra cui tracce demo originali, home recording e alternative takes mai pubblicate. E a parlarci di questo straordinario grande progetto discografico è lui, Cesare Cremonini, autore, musicista e performer in continua evoluzione. Prima di portarlo sul palcoscenico delle principali città, con il CESARE CREMONINI TOUR 2020.
“Questo album è un inchino al pubblico, alla mia vita passata. Ho deciso che fosse giunto il momento di posizionare nella libreria tutto quello che avevo scritto. Per riscoprire la leggerezza per andare avanti. Perché ad un certo punto devi riordinare la propria casa, altrimenti non riesci più a muoverti. È un momento di enorme passaggio della mia vita. Ne avevo proprio bisogno”.

È giunto il momento.
Solo oggi è possibile mettere insieme tutti i pezzi e raccontarli nella loro concretezza. Solo oggi posso mostrarvi quello che sono riuscito a fare come artista e come persona in vent’anni di carriera. E grazie anche ai miei collaboratori sono riuscito ad essere sempre fedele al mio percorso. È un po’ come se avessi la fede al dito nei confronti della musica. La lettura orizzontale della mia carriera è spiegata attraverso questa raccolta. È anche un momento, questo, in cui io festeggio i miei quarant’anni. Quindi dal punto di vista anagrafico è un momento importante della mia vita. Ho sempre sognato di presentare una storia umana oltreché discografica. Non mi sono mai accontentato dell’idea di essere soltanto un cantante, ho sempre voluto che negli anni la musica seguisse la mia crescita personale.


Come una fotografia
Questo disco è probabilmente il più autobiografico tra tutti i miei. I brani raccolti sono estremamente focalizzati su di me, avevo la necessità e l’obiettivo di raccontarmi in modo intimo e preciso, come una fotografia. Come una foto di classe.


Il rapporto con il pianoforte
In questa raccolta, che è la storia della mia vita, tra i vari brani è evidente anche il mio rapporto con il pianoforte. Possiedo ancora il pianoforte con cui ho scritto 50 Special. Un tempo era posizionato nel salotto della casa di mia mamma, dovevo vivevo da piccolo. Cambiando le varie abitazioni me lo sono sempre portato dietro. Perché è come se ci fosse una magia in quello strumento, è lui che mi ha permesso di iniziare la mia carriera.


Giovane stupida e l’amore oggi
Giovane stupida parla del momento in cui sono tornato single, e poi di quando ho avuto la “brillante” idea (ironizza, ndr) di fidanzarmi con una ragazza molto più giovane di me. Le fidanzate in fin dei conti sono come le canzoni. Più le canzoni sono belle e più le ami. Giovane stupida è una canzone molto bella secondo me. Non solo perché racconta in modo leggero e ironico la mia storia personale, che poi può interessare o meno, ma piuttosto perché in questo rapporto subisco e soffro. È uno scontro generazionale, e in questo modo comprendo a che punto sono i giovani, comprendo la loro sensibilità. Questa canzone, quindi, oltre ad una buona dose di leggerezza, nasconde anche un velo di provocazione. Credo che in questi brani si possa fare una considerazione più ampia, ovvero che di questi tempi, in cui è difficile decifrare veramente la realtà, l’amore è tornato ad essere uno specchio importante per decifrare la società. Penso che oggi l’amore sia un po’ snobbato. Negli anni Novanta, invece, se parlavi d’amore facevi il botto. Pensate ai Lùnapop, era un progetto di 17enni, in cui un autore molto giovane oltreché della vespa parlava dei suoi amori. Era una canzone d’amore. E così dovrebbe essere adesso. A quarant’anni posso dire che l’amore è lo specchio dei nostri tempi, è lì che noi capiamo quanto valiamo, è lì che capiamo cosa stiamo provando veramente, è lì che facciamo anche i conti con la vita.

Il live
Dentro a questa raccolta c’è anche una storia, quella dei miei live. L’appuntamento più importante un tempo per il pubblico era il disco. Mi ricordo le file che facevamo per comprare un disco quando avevamo sedici anni. Non dormivamo di notte. E quello era il momento in cui l’artista si posizionava. In cui diceva “Hey sono cambiato, sono qua, sono diventato grande”. Possibili scenari ha avuto proprio questo intento. È stato un perfetto gioco di equilibri, tra disco e live. Dopo l’uscita del disco ero supportato dal tour. Mi trovavo in perfetto equilibrio tra il coraggio del tour e il coraggio del disco. L’appuntamento oggi con il pubblico viene posticipato, questo perché la musica passa prima attraverso molteplici canali. È diversificata in mille modalità. Poi arriva il momento in cui il pubblico dice ok, vado a conoscere l’artista da vicino, con il tour. Ed è una grossa responsabilità da parte dell’artista. Il live non può essere tutto un incasso. Gli artisti in questo modo possono far crescere il gusto estetico del pubblico nei concerti. E possono essere di esempio, insegnare qualcosa.

Il consiglio ai nuovi artisti
L’importante è avere sempre “fame”, energia e voglia di essere creativi. Io appartengo ad una generazione che non ha avuto tutto subito, ma si è costruita tutto nel tempo. La musica di oggi la studio, la osservo, cerco di prendere quello che mi diverte di più, e mi piace. Però rimango fedele a me stesso, all’età che ho, alla generazione e alla cultura musicale da cui provengo. Non sono mai sceso a compromessi da questo punto di vista. E se sono qui oggi è perché, seppur sarebbe stato più facile cadere in tentazione, grazie anche all’aiuto del mio manager e dei miei collaboratori, non l’ho fatto. Non dico questo perché sono migliore di altri. Semplicemente questa è la mia storia, e questa io devo raccontare. E forse è bella proprio perché diversa.

Ispirazione
Appartengo a quella generazione “di mezzo”, che si è trovata tra i grandissimi, come Vasco e Lorenzo Cherubini. La mia sensibilità è legata tremendamente agli anni Sessanta e Settanta, perché negli anni Novanta, quando ero giovane, erano tornati di moda. Allo stesso tempo mi sono ritrovato anche con i Duemila, partiti a raffica con un cambiamento epocale come lo streaming. E quindi con la nascita di nuovi idoli e di nuovi progetti. Sono in mezzo perciò e tengo per le braccia entrambi, a volte faticosamente a volte con grossi vantaggi. Mi sono sempre messo nelle condizioni di studiare cosa accade attorno a me, e di imparare. Questo è il mio mantra.


Ieri
Inizio ad avere un’età in cui non ricordo più da dove sono partito, i miei ricordi sono un po’ offuscati. Ho trascorso una vita molto intensa grazie al mio lavoro. Una vita di grande passione, in cui ho sempre avuto l’occhio rivolto verso il mio futuro, verso la prospettiva. Distraendomi da me stesso mi sono un po’ perso nel mio viaggio, e quando sono tornato sulla mia barca non vedevo più la riva. Ma posso dire con grande felicità, finalmente, che mi sono perso nella vita, sono nel mezzo del cammino. Nessuna burrasca ti può uccidere, e questo è il momento giusto per scrivere nuove canzoni. Il mio sogno è quello di scrivere una pagina della musica italiana.


Oggi
Quello che renderà interessante Cesare Cremonini Tour 2020 saranno i diversi stili musicali, i diversi approcci che ho apportato negli anni nella mia carriera. Tra pezzi jazz, brani strumentali, grandi orchestre elettroniche, e il minimalismo di Greygoose. Ma non solo. Io credo sia questo il vero valore dell’album. Non è facile riproporre il mio repertorio dal vivo. È una grande sfida portare al pubblico una varietà così grande in uno stadio. Sarà una grande festa della musica.  

Le date

  • 21 giugno       LIGNANO      • STADIO TEGHIL  
  • 27 giugno       MILANO        • STADIO SAN SIRO
  • 30 giugno       PADOVA        • STADIO EUGANEO
  • 4 luglio           TORINO         • STADIO OLIMPICO
  • 7 luglio           FIRENZE        • STADIO ARTEMIO FRANCHI
  • 10 luglio         ROMA            • STADIO OLIMPICO  
  • 14 luglio         BARI               • ARENA DELLA VITTORIA
  • 18 luglio         IMOLA           • AUTODROMO INTERNAZIONE ENZO E DINO FERRARI

photographer: Francesco Carrozzini & Cristiano Zabeo

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