La révolution di Cire Trudon

di Lolaglam – foto Angela Improta

Cos’hanno in comune i balli di corte a Versailles e le preghiere dei fedeli a Notre-Dame? Il bagliore delle candele che li ha illuminati entrambi per secoli, frutto della storica cereria parigina Cire Trudon. La più antica al mondo, in attività senza sosta dal 1643. Le candele dalle profumazioni al limite dell’addictive, nei bicchieri verdi in vetro soffiato a bocca (per la versione più diffusa, certo, ma anche rossi, rivestiti in foglia d’oro, blu, bianchi, rosa o technicolor per le serie limitate) su cui troneggia l’emblema dorato della maison sono, nel tempo, diventate icone di stile. E ancora i busti – Maria Antonietta, L’Esclave, Napoleone… – tutti e tutti insieme a raccontare con ironia di storia e identità.
E da oggi, di storie, ce ne sono cinque in più: Bruma, Olim, II, Révolution e Mortel. Per la prima volta in trecentosettanta e più anni Cire Trudon ha deciso di profumare le persone, oltre alle case e alle cose. Per farlo ha sviluppato una gamma di essenze unisex che offrono un punto di vista contemporaneo sui temi cari alla maison: storia, regalità, gusto per l’assoluto. Il nome della linea? Trudon, tout simplement.
Coerente allo spirito della maison, che ama collaborare con talenti diversi, anche il lavoro creativo, affidato a tre diversi maestri profumieri: Lyn Harris, Antoine Lie e Yann Vasnier, ognuno dei quali è stato condotto in luoghi storici di Parigi scelti per il fascino evocativo. Ognuno di questi luoghi ha fatto nascere idee originali. Ciascuna ha preso corpo in un capitolo olfattivo di questa prima collezione. Bruma è un’immagine notturna, di raffinata sensualità. Inizio speziato di pepe, cuore carnale di peonie, iris, gelsomino, viole e porpora per chiudere con vetiver di Haiti e fava tonka. Olim rappresenta la vanità del periodo regale, tra bellezza, decadenza e opulenza. Bergamotto, lavanda e anice introducono al cuore speziato. La scia persistente resta sospesa grazie al blend di patchouli, benzoino, mirra e muschio. Unisce gli elementi raccontando di nuovi inizi II, interpretazione moderna dell’eau de Cologne, un profumo verde di pini, ginepri e cedri ricoperti di muschio e bacche su un suolo umido, pepato con arancio amaro dal Brasile. Il tributo par excellance è Révolution, che cattura un momento storico, l’immagine delle strade di Parigi durante la Rivoluzione. Fumo, legno, cuoio e incenso vivono in quest’armonia di contrasti, tra elemi, angelica, cedro, papiro, cisto puro, ginepro e opoponax. Mortel è una presenza mistica, profondamente sensuale e speziata. L’artista che vive tra luce e ombra, la creatura mortale che è al tempo stesso religiosa e rivoluzionaria, rivelata dal contrasto che pepe nero, peperoncino a noce moscata lanciano su un cuore di incenso somalo e cedro della Virginia, mentre il cisto puro, la mirra e il benzoino si intrecciano in un incantesimo carnale.

Firma i flaconi – tutti in formato 100 ml – Pauline Deltour, rendendo omaggio a forme e materiali simbolo della maison.