#trendsinpills: cappotto

di Martina Antinori

Caldo e avvolgente, il cappotto muta ogni stagione forme e nuance. Accompagna look arditi ma ne diventa anche protagonista, simbolo di un’eleganza classica seppur sempre contemporaneo. Il cappotto sfila nelle sue forme più pure e iconiche, tra tagli over e puliti dalle lunghezze midi. Un Back-to-Basic senza troppi fronzoli, o meglio, un Back-to-Eighties che non si lascia scappare particolari rivisitazioni.
Anteprima, un marchio ormai sinonimo di equilibrio, tra linee pulite perfettamente calibrate ai colori e alle fantasie di stagione. Presenta la versione di un cappotto dal sapore military e richiami 80s che non si risparmia però nella decostruzione e nei dettagli. Calcolate asimmetrie e tagli leggermente acuminati ammaliano senza sovrastare la femminilità della figura.
Calvin Klein in questa collezione vede il debutto del grande Raf Simons e non poteva che essere un successo. Un minimalismo con un twist in più, ironico e sempre all’avanguardia. Il cappotto non è solo magistralmente riproposto nella sua essenzialità, con spalle leggermente over e forme impeccabili, ma è avvolto da una patina Pop attraverso un rivestimento in plastica.
La moda è come una capsula del tempo, ha reso immortali decenni, epoche, cambiamenti. In un momento in cui tutto sembra essere già stato fatto non ci resta che rendere omaggio e ridar vita ai grandi classici in una versione post-moderna. Il classico è rassicurante, è un porto sicuro, ma in una società veloce e iper-frammentata come la nostra può funzionare solo se affrontato con creatività e personalità.
Max Mara, il brand che ha reso il cappotto un simbolo identitario, un capo che non può più essere slegato dal marchio stesso. Una connessione talmente salda che non si può pensare ad uno senza ricollegarsi in un secondo all’altro. Così sfila il grande classico della maison, essenziale e misurato nella sua suprema distinzione, variando solo nelle tonalità o nei materiali.