Prada primavera/estate 2018

di Alberto Calabrese

La collezione primavera-estate 2018 di Prada sembra essere stata progettata partendo dall’essenzialità del suo iconico tessuto tecnico. L’uomo pensato da Miuccia Prada per la prossima stagione estiva infatti, lo indossa in tutte le sue declinazioni, arrivando addirittura a piegare delle categorie vestimentarie, attraverso abbinamenti che creano capi fittizi. La tuta da lavoro sembra dominare la passerella, ma si tratta in realtà di una finzione scenica, strategicamente mimetizzata da sue sporadiche ed effettive apparizioni. Il risultato è moderno e quindi appagante per le nostre aspettative, ma allo stesso tempo esteticamente familiare.

La sfilata si apre con una tuta “composta” abbinando un bomber essenziale e dei pantaloni perfettamente in tinta, che condividono gli strappi in velcro su polsi e caviglie, così come il materiale tecnico. Dalla zip spiccano camicie rigate, effetto pigiama o decorate dalle stampe di ispirazione fumettistica dell’artista James Jean. Le stesse stampe che decorano la location e riportano alla memoria vecchie collaborazioni tra l’artista e il Brand milanese. Cardigan classici sostituiscono i bomber, ma sono sempre portati nei pantaloni, per ricreare questo finto e ricorrente look da lavoro, anche grazie alle cinture borchiate e strette in vita. I capispalla sono ugualmente tradizionali, in panno grigio o spigato, ma proposti in versione over e a contrasto con gli shorts in nylon. Questi tessuti lanosi sono poi ripresi per i pantaloni con maxi piega, portati con camicie e overshirt nelle divergenti fantasie di Jean e completati da sandali intrecciati con borchie. Infine gli abiti, in insolite nuances fangose, celano e al contempo rivelano, i veri look workwear che chiudono la collezione.

Il viandante vintage di Marni

di Alberto Calabrese

“There was a boy” cantava Nat King Cole e Francesco Risso ha deciso di usarne una versione moderna, come colonna sonora della sua collezione Marni Primavera/Estate 2018, durante la settimana della moda uomo di Milano. L’atmosfera richiama subito il tema del viaggio, alleggerito però da qualsiasi fatica, grazie a un sapiente utilizzo di elementi fanciulleschi. La collezione infatti si chiama Lost&Found, come la sezione degli oggetti smarriti, arricchita costantemente dalla distrazione e dalla frenesia di spostamenti continui. Il viandante di Marni non è soltanto un viaggiatore un pò bambino, ma anche una sorta di viaggiatore temporale che porta con sé un retaggio stilistico vintage, che Risso mixa e reinterpreta con grande freschezza.

Il patchwork è una delle chiavi tematiche di questa collezione primavera – estate 2018 di Marni: il gessato, proposto sia in un grigio antracite più classico che in colori coloniali, diventa accostamento di nuances, per un effetto puzzle accuratamente ordinato. Il taglio morbido dei pantaloni cropped si abbina perfettamente all’accumulo di camicie, che sono le protagoniste indiscusse della collezione. Con un mix&match di fantasie, vengono qundi sovrapposte, creando giochi volutamente confusi tra colletti mal sistemati, cravatte ribelli e polsini indisciplinati. Le stampe di vele stilizzate che rievocano il concept vacanziero, insieme ai fiori tropicali, si intravedono attraverso stratificazioni di tenui pastelli  e,  allo stesso tempo, rinnovano completi regimental. Maxi toppe con scarabocchi infantili decorano poi camicie oversize, conferendogli un aspetto “non-finito”, che viene ripreso nella maglieria, tramite cuciture incomplete, che rendono dinamica una tradizionale stampa argyle, proposta in insoliti colori brillanti. Il viandante di Marni è infine avvolto da un’aura di eleganza vintage, che deriva da un taglio anni 50 dei suoi look, esplicitato con moderna reinterpretazione, nei costumi da bagnante che diventano rompers rigati, di ispirazione marinière.

 

FASHION E BEAUTY, UN CONNUBIO INDISSOLUBILE

di Martina Antinori – Foto Chiara Giannoni

Indipendenti ma complementari, Fashion e Beauty sono come ingranaggi ben oliati di un sistema complesso. Universi paralleli, così distanti ma così vicini, che seppur autonomi non smettono mai di cooperare e interscambiarsi tra loro creando sempre sinergie uniche nel loro genere.

Una collaborazione quella tra fashion e beauty storica e indissolubile. Nata dal genio di Paul Poiret, grazie alla creazione dei primi profumi appartenenti ad una maison di moda, è diventata una consetudine per il fashion system. L’immagine dei Brand, nella sua concezione più moderna, non si fa più solo attraverso le collezioni, ma sempre di più anche grazie al mondo del beauty! Make up, smalti e fragranze diventano veri e propri must have delle maison trasmettendone l’anima stagione dopo stagione. E così, in occasione della #MFW uomo, abbiamo scelto tre speciali Brand e le loro fragranze per raccontare questo perfetto e calibrato connubio tra fashion e beauty:

#1 Ermenegildo Zegna
Maglione a collo alto dal carattere forte e deciso nei dettagli di cuciture in rilievo e profili color terra non poteva che essere legato al profumo Haitian Vetiver. Profondo, dolciastro e resinoso, con note forti di terra, radici e leggeri accenni affumicati.

#2 Etro
Maglione con stampa cachemire che sfuma tra azzurro, ocra e rame fino a scomparire come una magnifica illusione. Accompagnato dalle fragranti sfumature di ManRose, dall’agrumato bergamotto di Calabria alle note pungenti del cardamomo e del pepe di Sichuan poi addolcito dal bagliore straniante dell’elemi, fino a terminare nella nobile rosa

#3 Salvatore Ferragamo
Bomber dalle linee pulite e rigorose, un’allure potente creata anche dal maxi colletto e dai dettagli in acciaio che si accordano perfettamente con l’eau de toilette Uomo. Un’elegante rappresentazione della mascolinità, dove vibranti note legnose interagiscono con accordi gourmand di pura seduzione.

E visto che connubi e contaminazioni ci piacciono molto ecco una preview del servizio che abbiamo prodotto per Book Moda Magazine, man issue #8

 

 

Photographer Chiara Giannoni
Style Sabrina Mellace
Art Direction and Video Preview Andrea Bettoni
Grooming Mimmo Di Maggio @ Freelancer Agency
using Bumble and Bumble
Model Charlie Adshead @ Independent mgmt

Music Actionable © Bensound

 

CONVERSE, L’ARCOBALENO AI TUOI PIEDI

di Sabrina Mellace

Chi di voi non ha mai indossato almeno una volta nella vita le Chuck Taylor? Total white, black o blue le All Stars originali degli anni ’70 le hanno  messe i nostri nonni e ora i nostri figli: risulta davvero impossibile non cedere al fascino di queste sneakers da indossare con jeans, shorts e tute ma anche con abiti e gonne o addirittura tuxedos. Cantanti, attori e blogger le sfoggiano in ogni occasione dalla serata di gala ai concerti negli stadi. E ora ancora di più grazie alla nuovissima Converse Pride Collection, una limited edition dei modelli Chuck Taylor All Stars e Chuck Taylor All Star ’70, nata per celebrare la comunità LGBTQ con colori vivaci e dettagli unici: un vero Arcobaleno ai tuoi piedi! Le collezioni sono disponibili anche da customizzare nei negozi Converse e su Converse.com. I proventi delle vendite della Converse Pride Collection andranno a It Gets Better e alla Happy Hippie Foundation, due organizzazioni che hanno la missione di ispirare una visione positiva della vita e sostenere le giovani comunità lesbiche, gay, bisessuali e transessuali di tutto il mondo.

Erni e l’elogio alla vera bellezza

di Sabrina Mellace

Quante volte abbiamo sentito parlare di vera bellezza senza realmente approfondirne il significato? Manuali, saggi e conferenze che cercano di stabilire dei canoni precisi da seguire; fashion system, televisione e cinema che continuano a bersagliarci con input univoci. Poi su Instagram appare “Erni” con i suoi capelli argentati e senza un filo di trucco in un susseguirsi di look stravaganti e decisamente inusuali e capisci quanto sia sorprendente la vita in un momento storico in cui Photoshop prevale su tutto.

Il vero nome della neo-star di Instagram è Ernestine Stollberg, anni 95, di origine ebrea, ex ballerina di rivista scappata a Buenos Aires per sfuggire alla seconda guerra mondiale, che vive a Vienna vicino al concept store Park: la boutique nota per la selezione di designer di ricerca è gestita da Markus Strasser e Helmut Ruthner che un giorno le hanno chiesto di indossare alcuni capi in vendita. Da quel momento hanno iniziato una stretta collaborazione che ha portato a realizzare una serie di scatti sempre sullo stesso sfondo ma diversi per l’attitude e il posing di Erni, che si è dimostrata una vera top model: Ann Demeulemeester, Dries Van Noten, Sacai, Christian Wijnants, Acne Studios e Jacquemus sono alcuni dei brand che Ernie indossa in modo molto naturale e spontaneo. Fortunatamente nell’ultimo periodo il mondo della moda è decisamente controccorente rispetto al “ trend di rottamazione”: basta pensare all’ultima sfilata di Simone Rocha a Parigi che per la sua collezione AI 17-18 ha deciso di far salire in passerella una delegazione di modelle over 70, ambasciatrici di una moda e di una bellezza che non hanno età come Jan Villeneuve e Benedetta Barzini, muse storiche di Irving Penn e David Bailey, che negli anni sessanta, con la loro silhouette affusolata e il volto sottile contribuirono a ridefinire i canoni di bellezza. Ora aspettiamo il momento di vedere Erni sulla cover di Vogue America magari scattata da Annie Leibovitz, in una vera e unica consacrazione.

KATE CATE: THE STYLISH SHOULDER STRAP

di Martina Antinori – Portrait Fabio Leidi

Parola d’ordine? Mix and Match. Per Kate Cate tutto è possibile, anche rivoluzionare completamente il proprio look cambiando un semplice accessorio come la shoulder strap della borsa preferita.

Dagli anni 90’ chi detta le regole non sono più solo le grandi maison, ma anche noi. Tutti sappiamo quante possibilità ci offra la moda, quanti stili e prodotti sono alla portata del consumatore. Ed è proprio questa infinita e variegata scelta che ci ha permesso di autodefinire il nostro stile, scegliendo e mixando a nostro piacimento abiti e accessori che più ci rappresentano. E proprio su questa scia ipercontemporanea di libertà e possibilità si inserisce il Brand che ha fatto di un must have delle ultime stagioni il proprio cavallo di battaglia.

KATE CATE, marchio nato nel 2016 dalla creatività e originalità di Caterina Ravaglia e Federico Brighi, ha fatto delle amatissime e desideratissime Shoulder Strap il suo punto di forza. Rigorosamente Made in Italy, le tracolle proposte sono interamente realizzate a mano da esperti artigiani con materiali esclusivi, dalle pelli toscane più pregiate e certificate agli accessori Western della Baja California.

In perfetta sintonia con lo spirito del mix-and-match, KATE CATE nasce proprio con il desiderio di poter reinterpretare e dare un tocco personale (e super cool!) alle nostre borse. In linea con le tendenze del momento, tra accenni western e sapori boho-chic, le shoulder strap si arricchiscono di frange, ricami e applicazioni in pelli semplici o pitonate. Ecco che con un accessorio interscambiabile e sempre glamour possiamo trasformare e rivoluzionare la nostra borsa del cuore in un accessorio sempre unico e dallo stile che preferiamo! C’è chi attraverso la moda rivive il passato, chi reinterpreta le subculture giovanili e chi non si lascia scappare le ultime tendenze.. perché non farlo con queste speciali shoulder strap?

Prodotto disponibile presso Excelsior Milano e online su kate-cate.com

Portrait:
Caterina Ravaglia @ IMG models
Fotografo: Fabio Leidi
Hair : Luca Lazzaro using Moroccan Oil
Make up : Anna Maria Negri using Ysl Beauty
Agency : WM Management
Stylist: Federica Migliazza

Tracolla in pelle Kate Cate
Borsa Saint Laurent by Anthony Vaccarello

MARNI ONLINE MARKET

di Martina Antinori

Emozionale e intraprendente, Marni è uno tra i brand che più ha stupito negli ultimi anni l’esigente mondo della moda. Sempre ricercato nei materiali e nelle forme ed unico nelle contrapposizioni tra colori e costruzioni contemporanee. Dal sapore spesso ludico e irriverente, Marni stupisce non solo attraverso le sue collezioni, ma anche sconfinando negli adiacenti mondi del design e dell’arte. Tra i tanti progetti continua l’itinerante Marni Market, iniziativa nata nel 2014 in onore del ventesimo anniversario del marchio proponendo capsule esclusive di prodotti completamente artigianali. Dopo la serie di fortunati pop up store in giro per le metropoli più prestigiose, il Marni Market si slega dalla fisicità per approdare online alla portata di un click.

In una sezione appositamente dedicata nel sito del brand, dal 10 Aprile al 10 Maggio, saranno disponibili oggetti in edizione limitata che spaziano dall’arredamento agli accessori. Una selezione di articoli tra i più vari che riassumono il perfetto mix tra cultura globale e creatività firmata Marni: ispirazioni da tutto il mondo si fondono al magistrale equilibrio di forme, materiali e colori che contraddistinguono il marchio. Dai divertenti portavasi con disegni floreali alle borse e agli animaletti in PVC intrecciato a mano, fino ad arrivare ai bijoux e charms unici per il mix di fogge e materiali.

Lo stesso spazio digitale che ospita questi prodotti unici e spiritosi è in completa sintonia con il dna dell’iniziativa. L’estetica onirica e fiabesca del sito ci riporta bambini, veniamo trasportati in un mondo parallelo fatto di divertimento e colori. Gli oggetti di moda e design vengono raccontati attraverso animazioni dal sapore delicato e poetico, come fluttuanti palloncini che fanno librare in aria animali e collane o borse e portavasi che sbocciano romanticamente. E allora.. perché non tornare fanciulli anche solo per un momento lasciandosi rapire da questo universo incantato?

Per maggiori informazioni visitare marni.com

THE STORY OF OLYMPIA LE TAN

di Sara Viola Ferrarini

Una chicca che non può mancare nelle librerie delle più fashioniste è senz’altro “The Story of O.L.T”, un volumetto importante dalla copertina rigida e dal colore rosa chewingum, con sopra l’illustrazione di una ragazza: è il volto di Olympia Le Tan, brillante designer parigina, celebre per le sue geniali borse ovvero le clutch a forma di libro. Basterà aprire quel prezioso cofanetto per trovare una deliziosa stampa Liberty che ricopre l’interno della scatola: questa stampa rappresenta per lei, Olympia, il suo mondo. Assieme al velluto, al tartan e ai pattern vintage. Con la prefazione del padre, l’illustratore Pierre-Le-Tan, e l’intervista di Suzy Menkes, il libro esce nel 2016, edito da Rizzoli, e diventa subito un pezzo da collezione.

Olympia Le Tan nasce a Londra, mamma inglese e papà francese, studia letteratura italiana all’università e a soli 19 anni inizia la carriera da Chanel accanto a Karl Lagerfield. La sua personalità, da sempre ironica e spiritosa, le permette di prendere la moda come un gioco, di divertirsi con essa. Nel 2009 lancia la sua prima collezione. Le sue serie tematiche sono sognanti e spesso guardano con nostalgia il passato e vogliono decantarlo.

Lei è cresciuta in una casa dove i volumi erano ovunque, ma chi l’avrebbe detto che sarebbero state proprio quelle opere letterarie riposte ordinatamente sugli scaffali a isipirarla così tanto? La sua fantasia la porta a ideare borse che si ispirano alle copertine dei grandi classici che hanno titoli come Madame Bovary, Lolita, Il dottor Zivago e Anna Karenina. Ma questi sono solo alcuni nomi della lunga serie di clutch che ha creato, con amore e passione, nel corso deglia anni, grazie al suo eclettismo e alla sua originalità, caratteristiche che colpiscono dritto al cuore, come l’estetica delle sue borse-libro che strappano sempre un sorriso.

Il libro si propone come una sorta di autobiografia, una narrazione attraverso immagini che ripercorrono la sua carriera, le collaborazioni nel ready-to-wear con i grandi nomi della moda, ma anche lo sguardo di Olympia Le Tan sul mondo, uno punto di vista complesso, e il suo immaginario estetico, certamente sofisticato. Sfogliando le pagine, le didascalie accompagnano le fotografie e le illustrazioni e ci fanno conoscere da vicino una personalità eccentrica che non smette mai di stupirci.

Il ritratto di Olympia Le Tan è di ©Cecile Bortoletti

 

Destination Shop: Civiconove & Farmacia SS. Annunziata

di L.L.

Lo Store multibrand Civiconove, che ha iniziato il suo percorso in Piazza Palazzo Vecchio al 9 nella città di Vercelli, si è trasferito a Milano in via Eustachi 33, nelo spazio che ospitava l’ex Galleria d’arte Eustachi. Civiconove da sempre propone una selezione accuratissima di Brand di abbigliamento e accessori. Tra gli altri potete trovare:

N21- MSGM – CLOSED – AMI – CHAMPION X BEAMS – LECOQSPORTIF – DIADORA – THE GIGI SUNNEI –  STUSSY – RIVIERAS – NUDIEJEANS – LIMITED EDITIONS DI PUMA, ADIDAS E NIKE.

Per quanto riguarda le fragranze invece, Civiconove ha scelto di legarsi ad un solo Brand. Nel nuovo Store milanese ci sarà infatti un corner dedicato alla linea completa di Farmacia SS. Annunziata.

Firenze 1561, lo speziale Domenico di Vincenzo di Domenico Brunetti fu il primo gestore di cui si ha notizia della Farmacia SS. Annunziata. Oltre al normale prestigio di ogni spezieria del tempo, Farmacia SS. Annunziata si distingue per la sua competenza nella formulazione di galenici e prodotti per l’igiene e l’estetica della pelle. Dalle antiche lavorazioni è passata a preparazioni qualificate, attraverso lo studio approfondito e sempre aggiornato delle formule a base di materie prime, sia tradizionali che all’avanguardia.

L’ultima fragranza uscita è Verde di Persia: Arancio Italiano e Limone Siciliano si uniscono al Cassis e al Davana Indiano. Il cuore del profumo sprigiona rosa, Fior di Pistacchio, Albicocca e Osmanto. Le note di fondo sono dominate dal Patchouli Indiano, da Legni ambrati e musk.

Per conoscere da vicino lo skincare, le 25 profumazioni, la linea doccia e la linea barba di Farmacia SS.Annunziata potete seguire Civiconove sul loro account Instagram, da guardare anche per la selezione moda.
Ma naturalmente la vera esperienza è andare di persona a visitare lo Store!

HENRY MOORE SCOLPISCE BURBERRY

di Alberto Calabrese

La primitività e l’astrattismo dello scultore britannico Henry Moore hanno rappresentato la genesi della collezione Burberry maschile e femminile February 2017. Christopher Bailey, con il supporto della Henry Moore Foundation, ha lavorato per unificare il mondo dell’arte e della moda che, già in costante connessione, si sono ancora più profondamente intrecciati in una collezione che risulta meta-artistica. Il concept sviluppato da Bailey non si è mai separato dall’approccio dello scultore inglese, in un dualismo tra omaggio ed emulazione che ha dato vita ad una assoluta fusione creativa.

Le silhouette più classiche dei trench e della maglieria sono state stravolte con asimmetrie prepotenti, che ne hanno ridisegnato gli orli e le proporzioni, proprio come Moore ha fatto con il bronzo e il marmo, usati per creare figure affusolate e stilizzate di uomini e donne. La fluidità delle sue opere, spesso monumentali, è stata ripresa e concretizzata nella morbidezza dei volumi, che si abbraciano e si respingono continuamente, così come i materiali e le texture che si intersecano e generano, sfumandosi a vicenda, armonia dal contrasto. Anche gli schizzi dell’artista vengono trasferiti nella moda, diventando colorate stampe per le camicie da uomo, che in versione oversize, si fanno abito per la donna. Famose anche le forme concentriche e astratte di Moore, che oltre ad essere una presenza teatrale sulla passerella, diventano un tacco, ovviamente scultoreo, per ankle boots in maglia elasticizzata e ancor di più, modello per le settantotto cappe d’alta moda che hanno chiuso la sfilata, riproponendo elementi storici dell’archivio Burberry.

La collezione, subito dopo la sfilata, è stata esposta in uno spazio che Burberry ha deciso di dedicare all’eziologia della propria ispirazione, la Makers House di Londra, insieme a più di quaranta opere dell’artista, in una mostra che ha permesso ai visitatori di comprendere l’indissolubilità di questo rapporto creativo.

Per chi volesse toccare con mano l’eccezionale artigianalità di questi pezzi esclusivi è possibile visitare la mostra The Cape Reimagineduna selezione di cappe d’alta sartoria presentate durante le sfilate di Febbraio. Ispirate a forme, dimensioni ed elementi delle sculture di Henry Moore e disegnate nell’atelier Burberry di Londra.
Dalle 10:30 alle 19:30 in via Montenapoleone 12, fino al 9 Aprile. Ciascun pezzo realizzato a mano è disponibile su ordinazione.

PRADA MADE TO ORDER DÉCOLLETÉ

di Sabrina Mellace

Scarpe, scarpe e ancora scarpe! Quanto le donne sia ossessionate dalle scarpe è un dato certo: per alcune di noi sono una semplice passione, per altre il modo per esprimere la propria personalità e determinazione. Per altre ancora un’esperienza decisamente appagante per i sensi. La decolleté, che non può mancare nelle nostre scarpiere, è per eccellenza la scarpa che parla di eleganza nel tempo: affusolata e chic è estremamente versatile e perfetta per ogni stile e guardaroba. E proprio per le donne più esigenti è nato Prada Made to Order Décolleté un progetto della Maison che permette di immaginare, scegliere ed ordinare la propria scarpa nel colore, forma, materiale e tipo di tacco preferiti.

Come delle novelle Cenerentola, grazie a Prada la scarpa dei nostri sogni diventa realtà: diciotto modelli tra décolleté e sandali, con o senza plateau e su otto altezze di tacco diverse, disponibili in materiali e tonalità. Alle stampe iconiche dela Maison si aggiungono i motivi Flower, Kiss e su base in vernice, Love.

Potrebbe sembrare incredibile sentirsi chiedere come ci immaginiamo la nostra scarpa dei sogni con domande dirette come: chiusa o aperta? Con o senza plateau? In camoscio, raso, velluto o vernice? In quale colore e quanto alta? Questo è tuttavia il concept di Prada Made To Order, ­che vi permette di personalizzare le vostre décolleté in camoscio, raso, velluto e vernice, con la nuova fibbia gioiello, disponibile in sei diverse tonalità.

Oltre ad avere una scarpa unica al mondo, chi volesse può personalizzare anche il pack che verrà realizzato nelle nuove stampe della Maison o nella classica scatola blu resa ancora più preziosa dall’elastico con targhetta in metallo. Tempo di attesa: otto settimane. Quindi perché aspettare? Potete rendere unico il vostro shopping nelle Boutiques selezionate:

• dal 27 marzo al 2 aprile a Milano, Via Della Spiga 18
• dal 3 aprile al 10 Aprile a Padova
• dall’11 aprile al 26 aprile a Torino
• dal 27 aprile all’11 maggio a Firenze, Via de’ Tornabuoni, 53r/67r

MOSCHINO: SCARTI SUPERGLAMOUR

di Alberto Calabrese

La forza trascinante di Jeremy Scott stupisce ancora con la collezione Moschino autunno-inverno 2017. Mai come in questo caso l’ironia riesce a capovolgere al meglio il concetto di scarto, che si eleva gloriosamente acquisendo eleganza e originalità. Il materiale da imballaggio, che di solito contiene e protegge gli oggetti più preziosi e le creazioni più delicate, ne prende il posto, riscattandosi incredibilmente grazie alla geniale sagacia che contraddistingue Moschino. Siamo ciò che indossiamo, è vero. Ma siamo anche capaci di rendere non solo e semplicisticamente indossabile qualsiasi cosa, quanto piuttosto di trasformare un rifiuto senza valore in qualcosa di decisamente glamour. Partendo da questo presupposto ed ispirandosi anche alle rivolte femministe in America, Jeremy Scott ha eletto il cartone “tessuto” couture.

Ed è proprio questo il concetto che ha preso vita nello show di Moschino durante l’ultima Fashion Week milanese. La sfilata si apre infatti con tailleur bon-ton in cammello e cappotti abbinati, che sembrano realizzati proprio in cartone, con tanto di nastro adesivo, timbri postali ed etichette di avvertimento. Il trench è fatto di carta da spedizione e i completi più sofisticati in feltro da imballaggio. Anche la carta millebolle opaca diventa il tessuto per abiti originali, fintamente preziosi con profili in argento. Poi le vecchie pagine di riviste vengono strappate ed unite insieme per formare patchwork trompe l’oeil usato per alti cuissardes e ampi duvet, così come per maxi T-shirt e abiti pop.

A questo punto cala il sipario, ma letteralemente, diventando un lungo e scenografico abito da sera per Anna Cleveland, che senza troppa cura lo strappa direttamente dalla scena. E’ così che Moschino presenta il suo finale elegante: il riciclo si fa lussuoso, con lunghi abiti rattoppati e realizzati modellando vecchie shoppers; i sacchi della spazzatura sostituiscono satin e taffetà con fiocchi e vaporosi volant, come accade per tenda, cuffia e tappetino della doccia. Tutto può essere indossato e trasformato in couture, anche un’imponente mantovana in broccato o un polveroso tappeto, basta l’attitude Moschino e un cappello di Stephen Jones!