#trendsinpills: piume!

di Martina Antinori

Delicate ed eteree, le piume danno un tocco di irriverenza a questi mesi freddi. Leggerissime e dai toni misurati, profilano gli outfits fino a diventarne parte integrante. Quest’inverno le piume si allontanano dal loro immaginario girly e civettuolo. Diventano il marchio di un’ eleganza sofisticata con un tocco di ironia.

Miu Miu irriverente e colorata, lascia spazio anche ad una femminilità sofisticata ma con quel giusto tocco di stravaganza. Lineari ed essenziali slip dress sbocciano in bouquet dai colori delicati, le composizioni quasi plastiche confondono ponendoci in bilico tra reale e artificiale.
Ann Demeulemeester sfila in una sua classica combinazione di bianco e nero, le maxi piume si posano morbidamente sul corpo e ne seguono il flusso. Un’audace leggerezza black-and- white, una silenziosa battaglia tra luce e tenebre.
Marc Jacobs sfila in un calibrato gioco di proporzioni e materiali. Micro e macro convivono, le texture si mischiano, pesantezza e leggerezza trovano il giusto equilibrio di forma. Un mini dress ornato di piume cipria dal sapore Twenties si mixa perfettamente ad un bomber e un maxi-hat in una favolosa atmosfera Street & Chic.

Sfarzo e femminilità si ridefiniscono e le piume prendono parte alle tendenze di stagione, portando quella  civettuola quota di leggerezza necessaria per ricalibrare la pesantezza materica dell’inverno. Una ventata di freschezza e irriverenza che fa capolino tra maglieria  e capispalla, creando immaginari mutevoli e differenti senza ricadere nella banalità.

Pirelli The Cal 2018, Un Sogno Infinito

di Sabrina Mellace

Sono trascorsi solo pochi giorni dalla diffusione delle immagini scattate da Tim Walker per The Cal, il Calendario Pirelli 2018 e l’invasione mediatica su tutti i social è stata incredibile. The Cal è ormai un fenomeno culturale pop e le immagini ogni anno diventano virali a livello globale non appena vengono pubblicate. Nato nel 1963 (anche se la pubblicazione è stata interrotta dopo l’edizione del 1974 per 10 anni a causa della recessione), il Calendario Pirelli si è trasformato nel tempo seguendo le evoluzioni culturali e di costume. Etichettarlo come una semplice raccolta di foto di “pin-up” significherebbe non comprendere il suo ruolo, la sua importanza, il suo potere nel far sognare le persone.

E questo sogno si rinnova per la 45esima edizione del famoso calendario, dove Tim Walker ci porta nel paese delle meraviglie di Alice con una sua personale visione onirica e meravigliosamente gotica: ambientazioni incredibili e personaggi straordinari in questo mondo magico fatto di conigli parlanti, di regine di cuori del tutto nuove, di fiori che cantano e di cappellai matti. La caratteristica esclusiva di questa storia fotografica è che il cast è total black; 18 personaggi, alcuni già affermati e altri emergenti, tra i quali musicisti, attori, modelle e attivisti politici: Adut Akech, Adwoa Aboah, King Owusu, Lupita Nyong’o, Naomi Campbell, RuPaul, Sean “Diddy” Combs, Slick Woods, Whoopi Goldberg e molti altri. Le fotografie di Walker, oniriche e ultraterrene, da sempre evocano sensazioni simili a quelle del magico mondo del paese delle meraviglie di Carroll e negli scatti del calendario lo si nota ancora di più, grazie anche allo straordinario talento della scenografa Shona Heath, alla quale si devono  le straordinarie scenografie e installazioni che hanno permesso la narrazione creativa di questa versione di Alice nel Paese delle Meraviglie.

Elementi del racconto che fanno ormai parte dell’immaginario collettivo vengono qui rovesciati: il Bianconiglio, ad esempio, diventa un coniglio nero, mentre le rose rosse della Regina vengono dipinte di nero dalle Carte da Gioco. Ed è così che la storia di Alice viene raccontata a una nuova generazione. Le sue Avventure nel Paese delle Meraviglie echeggiano nel mondo contemporaneo in cui viviamo, gli ostacoli che dobbiamo superare, l’idea di celebrare la diversità che affrontiamo ogni giorno. A ispirare il suo racconto per immagini è stata non solo la fantastica storia di Lewis Carroll, ma anche e soprattutto le illustrazioni che lo stesso Carroll aveva affidato a John Tenniel già in occasione della prima edizione del 1865 e che nel Calendario Pirelli 2018 si trasformano in 28 scatti realizzati in 20 diversi e straordinari set di un nuovo Paese delle Meraviglie. Una nota di assoluto merito va data allo styling di Edward Enninful, direttore responsabile di Vogue Gran Bretagna che ha sapientemente calibrato i costumi. Ne consegue che il Calendario non è semplicemente un ritratto autentico della fiaba, arricchito da un tocco dark e sensuale, ma una vera e propria storia delle persone che lo hanno creato: The Cal_2018, un sogno infinito, un vero oggetto del desiderio. Io avrei già un punto della parete dove appenderlo, e voi?

#trendsinpills: cappotto

di Martina Antinori

Caldo e avvolgente, il cappotto muta ogni stagione forme e nuance. Accompagna look arditi ma ne diventa anche protagonista, simbolo di un’eleganza classica seppur sempre contemporaneo. Il cappotto sfila nelle sue forme più pure e iconiche, tra tagli over e puliti dalle lunghezze midi. Un Back-to-Basic senza troppi fronzoli, o meglio, un Back-to-Eighties che non si lascia scappare particolari rivisitazioni.
Anteprima, un marchio ormai sinonimo di equilibrio, tra linee pulite perfettamente calibrate ai colori e alle fantasie di stagione. Presenta la versione di un cappotto dal sapore military e richiami 80s che non si risparmia però nella decostruzione e nei dettagli. Calcolate asimmetrie e tagli leggermente acuminati ammaliano senza sovrastare la femminilità della figura.
Calvin Klein in questa collezione vede il debutto del grande Raf Simons e non poteva che essere un successo. Un minimalismo con un twist in più, ironico e sempre all’avanguardia. Il cappotto non è solo magistralmente riproposto nella sua essenzialità, con spalle leggermente over e forme impeccabili, ma è avvolto da una patina Pop attraverso un rivestimento in plastica.
La moda è come una capsula del tempo, ha reso immortali decenni, epoche, cambiamenti. In un momento in cui tutto sembra essere già stato fatto non ci resta che rendere omaggio e ridar vita ai grandi classici in una versione post-moderna. Il classico è rassicurante, è un porto sicuro, ma in una società veloce e iper-frammentata come la nostra può funzionare solo se affrontato con creatività e personalità.
Max Mara, il brand che ha reso il cappotto un simbolo identitario, un capo che non può più essere slegato dal marchio stesso. Una connessione talmente salda che non si può pensare ad uno senza ricollegarsi in un secondo all’altro. Così sfila il grande classico della maison, essenziale e misurato nella sua suprema distinzione, variando solo nelle tonalità o nei materiali.

Funfair by Fendi

di Arianna Chierici

FENDI presenta una nuova capsule collection per celebrare uno dei momenti più speciali dell’anno: Funfair arriva giusto per Natale. Prodotti divertenti e gioiosi si illuminano, portando un tocco magico alle vacanze natalizie. La palette di colori va dalle tonalità pastello come il rosa, l’azzurro cielo fino al nero elegante, arricchito dall’iconico logo dalla doppia F, rielaborato in una versione pop. Un giro sulla giostra più colorata di quest’inverno con le borse FENDI. Dalle borse Kan I e Mini Kan I alla Triplette – la nuova borsa composta da pochette di tre dimensioni differenti – per arrivare alla Mini 2jours e agli zaini, disponibili nella misura regular e mini. Salta sulle montagne russe della piccola pelletteria tra portafogli con catena, porta ipad e iphone. Nel candy shop degli accessori di FENDI una deliziosa novità: I Charms gelato in morbido visone e decorati con borchie, renderanno tutto più dolce, ancora di più se abbinati al nuovo Charm FENDI, LOVE e FUN. Infine colpisci e stupisci con la tua Strap You preferita. Una più rock borchiata, l’altra un classico rivisato con il logo dalla doppia F intarsiato sul velluto. Un’ eleganza colorata e un pò pop si riconferma nella nuova capsule collection Funfair di Fendi.

le streghe di Halloween

di Sabrina Mellace – grafica Arianna Chierici

Perché in tutte le favole ci hanno sempre raccontato e insegnato che bisogna seguire l’esempio delle fate buone, dolci, coccolose e profumate e temere le brutte streghe cattive? La fata madrina rimane l’icona della bontà per ogni bambina (e non), ma tutte noi, è innegabile, vorremmo essere almeno una volta Malefica o la cattivissima ma perennemente giovane matrigna di Biancaneve! Trasgredire non è sempre sinonimo di cattiveria e divertirsi con gli accessori può essere davvero un aiuto a liberarsi dalla routine quotidiana. Soprattutto quando mancano meno di 24 ore alla notte delle streghe.

E allora armatevi di coraggio e date libero sfogo agli acquisti: dalla stiletto con tacco scultoreo di Saint Laurent, alla sexy lingerie di La Perla,  dai guanti di Alexander McQueen alla borsa color pastello di Fendi.

Tu che strega Sei?

Look 1: La fata madrina di Cenerentola
Da sinistra: cipria Translucent Pressed Powder di Shiseido, mascara Volume Effet Faux Cils di Yves Saint Laurent, smalto Dior Vernis Laques métalliques, cerchietto Maison Michel, borsa Fendi Peekaboo.

Look 2: La regina di Biancaneve
Da sinistra: Saint Laurent Opyum patent-leather pumps, cerchietto in oro Lelelt NY, culotte di pizzo La Perla, Porfumo Le Fille de Berlin di Serge Lutens.

Look 3: Malefica
Da sinistra: Eye-liner InkStroke in crema di Shiseido, eye-liner penna di Shiseido, rossetto Rouge Pur Couture Yves Saint Laurent, borsa in pelle Alaia, Vamp Leather Ankle Boots di Gianvito Rossi,

#trendsinpills: focus accessori

di Martina Antinori

Gli accessori, oggetti del desiderio, provocatori e irresistibili. Stagione dopo stagione ci ammaliano, ci seducono con una nuova immagine o con il richiamo di un fascino passato. Gli accessori sono oggetti potentissimi, rappresentano totalmente un brand e ci concedono di incarnarlo, di farne parte ogni volta che li indossiamo. Sono un mezzo immediato di comunicazione e appartenenza, ci permettono l’accesso a un mondo aspirazionale, ci consentono di sentirci unici e simbolici.

Burberry realizza una collezione che non si risparmia nelle costruzioni, dalle cappe come vere e proprie opere d’arte nei materiali e nelle forme fino agli stivali. Socks-booties in maglia aderente ma dal tacco scultoreo, un esemplare equilibrio tra morbidezza e rigidità.

Prada, un brand che nasce dagli accessori, dalle borse in tela di nylon e ora un colosso della moda. Con inequivocabili richiami a Roberta Di Camerino crea una borsa travestita da borsa, un gioco concettuale degno delle avanguardie più famose.

Christopher Kane gioca con tagli e materiali, una semplice slingback si trasforma completamente attraverso gli inserti di spugna dai colori neon. Le forme geometriche si fondono alle curve della calzatura, i materiali convivono e divertono tra classico e urbano.

Gucci riporta in voga un accessorio che molti volevano dimenticare: il marsupio. Simbolo di una moda che rivive proprio del passato e diventato ormai must-have di uno stile “Bring Me Back to 80s”.

Fendi crea invece una composizione di bustine, da mini a maxi in perfetta alternanza cromatica. Senza parlare degli stivali super-high-the-knee rosso fuoco che infiammano le passerelle, un accessorio diventato vero “object of desire”.

Gli accessori creano dipendenza. Non possiamo farne a meno, sono gli oggetti che ci permettono l’accesso ad un mondo fantastico che altrimenti ammireremmo solo da lontano. Ci permettono di appartenere ai brand e a tutto ciò che rappresentano. Ma ancor più importante, attraverso la loro intercambiabilità ci danno l’opportunità di esprimere con un dettaglio la nostra natura nelle sue mille sfaccettature.

 

MAKE-UP MATERICO: CONSISTENZE SENSUALI

di Martina Antinori – foto Debora Barnaba

Un make-up che si fa materico, che assume consistenze oltre che colori, che si fa desiderio palpabile. Il rosso di una sensualità liquida si alterna alla granularità zuccherosa dei glitter in una perfetta composizione color-block. Lucido e matt convivono tra uno sguardo e un sorriso appena accennato, si nascondono dietro dita di polvere luminosa. Un make-up che attraversa tutte le fasi fisiche, da fluido a solido, fino a scomporsi in qualcosa di diverso, di estraneo. Un viso che si fa armatura di paillettes, un viso futuribile e post-umano in un make-up extra-corporeo. Un trucco che nei suoi colori seduce tutti i sensi, dallo sguardo al tatto, che ci trasporta in un mondo futuro ma non così distante.

Photo Debora Barnaba@Bruna Caldi agency
Make up Tonia Calzerano
 using Mac Cosmetics
Model Anne Barreto@Next

 

Cinema Italia

di Alex Vaccani – foto Simon

Con Cinema Italia possiamo dire che per la prima volta il cinema italiano è visto con occhi completamente diversi: 107 attori immortalati in camere d’albergo sparse in tutta la penisola, sono i protagonisti degli scatti di Simon. Un lavoro grande durato tre anni, in cui la fotografa è riuscita a far interpretare uno stato d’animo o un modo d’essere differente a ciascun attore. Queste fotografie sono raccolte tutte insieme in un libro presentato con una mostra fotografica a Milano. I nomi che compaiono tra le pagine di Cinema Italia sono svariati, per citarne alcuni: Valentina Lodovini, Claudio Santamaria, Ambra Angiolini, Tea Falco, Serena Grandi, Pierfrancesco Favino, Paolo Villaggio e altri 100 ancora. Quello che colpisce osservando le fotografie è che nonostante le stanze siano di alberghi differenti, il risultato finale è quello di un unico Grand Hotel, fatto di 107 stanze. Simon ci lascia spiare dentro, di camera in camera alla ricerca di un vizio, di un peccato, di una virtù, interpretati da attori o attrici immortalati in maniera naturale, insolita e meno stereotipata rispetto ai classici scatti fotografici. “La bellezza dell’imperfezione, la memorabilia di un momento unico, irregolare, inedito: ecco ciò che m’interessa davvero”, ha spiegato Simon. Cinema Italia è iniziato quasi come una sfida, quella di fotografare attori noti ed emergenti italiani in modo non convenzionale dando agli scatti un taglio privato e confidenziale, in una nazione dove la fotografia ritrattistica dei personaggi del cinema è ancora ancorata al classico. Cinema Italia è un progetto ambizioso, a tratti quasi impossibile nella sua realizzazione, soprattutto per gli agenti troppo preoccupati nel far apparire i loro attori in maniera troppo diversa dal loro essere. Non è il mestiere di un attore quello di interpretare ciò che non è? Probabilmente proprio questa sfida ha entusiasmato e fatto si che alla fine 107 personaggi abbiano deciso di prendere parte al progetto.

Simon è riuscita a mostrare non solo i grandi attori protagonisti del cinema italiano, ma anche giovani emergenti spesso sottovalutati, che invece portano in scena personaggi che caratterizzano i film anche più dei protagonisti. Le stanze degli hotel fanno da trait d’union, sono non luoghi di cui noi ci appropriamo per una notte o per un weekend. Muri che hanno visto il passaggio di tante persone, letti che hanno accolto molti corpi compresi quelli delle star del cinema. Quante volte ci siamo chiesti: chissà chi è stato in questa stanza? Simon voleva che i suoi scatti fossero inclassificabili a livello spazio temporale e quale non luogo era meglio di una camera di un hotel? Anche la maggior parte degli abiti che gli attori indossano negli scatti sono vintage, per non essere classificati. Con queste immagini Simon mostra una gran parte del cuore del cinema italiano contemporaneo, facendoci sognare e fantasticare sulla storia che ogni scatto porta con sé. Simon ha reso i protagonisti di questi scatti a volte più umani, più eccentrici e magari più imperfetti, ma sicuramente più reali, in uno spazio intimo, mostrando un lato personale, insolito e vulnerabile, soprattutto per persone che sono abituate a vivere centinaia di vite e che qui rivelano se stessi in un unico istante.

Le immagini di Cinema Italia sono state esposte in una mostra in occasione di FuoriCinema, il festival ideato da Cristina Capotondi, anche lei una dei 107 protagonisti del libro, lo scorso 16 settembre.
Cinema Italia, Menabò Editore pagg. 128 – 22 euro

 

 

 

 

Lady gaga e il total red by drome

di Arianna Chierici

Sulle note del brano Bloody Mary, Lady Gaga ha deciso di indossare un outfit in pelle rosso fiammante creato appositamente per lei da DROMe per il suo Joanne World Tour, iniziato il 1° agosto a Vancouver, in Canada. La giovane stilista Marianna Rosati, mente creativa del brand toscano, utilizza principalmente pelle interpretata come materiale vivo e naturale con cui si sviluppano forme e temi che si allontano dalla classica concezione della “giacca in pelle”. Il completo rosso fuoco di nappa vernice e organza ha caratterizzato la scena anche il 26 Settembre al Mediolanum Forum di Assago, unica data italiana del tour di Lady Gaga.

La scelta di Lady Gaga conferma l’interesse sempre più crescente intorno al brand DROMe che ha inaugurato il suo primo flagship store a Milano, in via Santo Spirito 18.

 

 

CAMBIO OCCHIALI, CAMBIO LOOK!

di Sabrina Mellace – foto Gautier Pellegrin

A quante di noi è capitato di svegliarsi una mattina con la voglia di cambiare completamente il proprio look?! Un cambio di colore azzardato o meglio un taglio netto dal parrucchiere? Perché torturarsi…non basterebbe solo un bel cambio di occhiali da sole? Per verificare di persona abbiamo chiamato la nostra lolita Giorgia Faggi, influencer e youtuber, che ha accettato la sfida! Gli occhiali sono quel semplice dettaglio che può trasformarci il volto e farci interpretare qualcuno di diverso ad ogni loro cambio. Abbandonare la propria quotidianità per sentirsi un diva d’altri tempi con occhiali da gatta, trasformarsi in un secondo in una donna futuristica con occhiali ultrapiatti e geometrici. Fare un salto nel passato con occhiali dal sapore retrò oppure vivere il presente con un accessorio cult e super cool firmato Miu Miu. Un cuore spezzato o il cambio di stagione, mille ragioni ci spingono a cambiare look! Perché non evitare un possibile fashion-drama con un veloce cambio di occhiali all’ultimo grido?

Foto 1:
Morbida pelliccia dalle sfumature caffè e collo a contrasto N°21 – Sunglasses tondi dallo stile retrò e dettagli a contrasto Mr. Boho.
Foto 2:
Blazer argentato dalle morbidezze metalliche Missoni – Sunglasses dal design irregolare e geometrico contraddistinti da lenti rimless e ultrapiatte Prada.
Foto 3:
Cappotto con fantasia check sui toni del marrone N°21 –  Sunglasses nelle nuance del rosa antico dalla silhouette ‘full circle’ e le distintive lenti tagliate Miu Miu.
Foto 4:
Giacca in maglia in un mix puntinato di viola e arancio Missoni – Sunglasses dorati dal taglio cat-eye e dettagli che richiamano linee Art déco Dolce & Gabbana.

Photo Gautier Pellegrin
Stylist Sabrina Mellace
Style Assistant Martina Antinori
Makeup Anna Maria Negri using Shiseido Rouge Rouge
Art Direction Andrea Bettoni
Hair Elisa Rampi

Special Thanks @Giorgia Faggi

Unskilled Worker & Gucci

Di Arianna Chierici

Gucci annuncia una speciale collaborazione con l’artista nota come “Unskilled Worker”. Una capsule collection esclusiva che comprende 40 elementi fra capi di abbigliamento, scarpe, borse, articoli in seta e accessori su cui sono raffigurate le opere della talentuosa artista britannica. Ritratti e motivi floreali prodotti dall’artista, tutti nel suo caratteristico stile naïf ed espressivo. Queste opere rivelano uno spirito arguto e giocoso che si addice perfettamente al romanticismo contemporaneo ed eclettico della Maison. La collaborazione fra Alessandro Michele e Unskilled Worker prevede una gamma di articoli che saranno disponibili solamente online a partire dall’11 ottobre. La capsule collection comprende borse a spalla GG Marmont stampate, pantofole Princetown e sneaker Ace, borse shopping con manici in bambù, abiti in tessuto stampato, camicette e gonne in seta, top lavorati a maglia con patch, cardigan, gonne in denim e jeans, t-shirt, felpe, un bomber, oltre a foulard e scialli con le illustrazioni di Unskilled Worker. Il rapporto fra Gucci e Unskilled Worker, pseudonimo di Helen Downie, risale al 2015, quando il Direttore Creativo Alessandro Michele scopre le sue opere su Instagram e la invita a partecipare ad una mostra a Shanghai. La mostra di Gucci No Longer / Not Yet apre i battenti nell’ottobre 2015 al Minsheng Art Museum di Shanghai. Da allora il legame dell’artista con la Maison è diventato sempre più stretto, e questa nuova collaborazione dal carattere innovativo ne è l’espressione.

Per celebrare ulteriormente questa collaborazione, Unskilled Worker ha dipinto un’opera esclusiva e l’ha generosamente messa a disposizione del pubblico, che potrà scaricarla gratuitamente dal sito Gucci.com e da Unskilled Worker.co.uk a partire dall’11 ottobre.
Hashtag: #unskilledworker

Foto 1,3,4: courtesy of Gucci – Shot by Clara Balzary
Foto 2:
Ready for the Palais – by Unskilled Worker
Foto 5: Put a Ring on It – by Unskilled Worker

 

SPA Metropole Montecarlo by Givenchy

di Anna Maria Negri

È uno degli indirizzi più prestigiosi di Monaco. Un hotel di lusso che sembra appartenere a un’altra era, un rifugio sontuoso lontano dal trambusto ma nel cuore del Principato. Situato nel Carré d’Or che si affaccia sul Mediterraneo, l‘Hotel Metropole Montecarlo ha un’atmosfera unica, ricca di storia e anima. Il palazzo fu costruito nel 1889 nel più puro stile Belle Epoque. E’ stato completamente rinnovato nel 2004 sotto la direzione del designer francese Jacques Garcia, che ha saputo conservare il suo fascino mediterraneo. Dalle 126 camere e suites, ai ristoranti e alla piscina..tutto l’Hotel Metropole è dedicato ai piaceri della vita, come in un’oasi di lusso e benessere fuori dal tempo e dal caos quotidiani. I tre ristoranti gestiti da Joël Robuchon rappresentano tre esperienze gastronomiche uniche. Con due stelle Michelin, il ristorante Joël Robuchon Monte Carlo offre un menù raffinato con sapori mediterranei, mentre Yoshi, l’unico ristorante giapponese a livello mondiale che vanta una stella Michelin, serve ricostruzioni brillanti della cucina tradizionale giapponese. Il terzo ristorante dell’hotel, Odyssey, riflette le visioni combinate di Joël Robuchon e Karl Lagerfeld, con piatti leggeri stagionali da gustare dalla piscina in uno spazio progettato dal couturier stesso.

È giusto dire che grazie ad un’autentica ricerca di perfezione, l’Hotel Metropole Monte-Carlo offre ai suoi ospiti il meglio del design, della gastronomia e del benessere. Ecco perché la Maison Givenchy ha deciso di aprire qui una SPA e un centro termale, appositamente progettato per questo hotel speciale. Progettata da Didier Gomez, riflette la ricerca e la modernità della Maison, fino al minimo dettaglio: linee pulite e materiali nobili. L’ingresso si intona perfettamente alle finiture marmoree e alle proporzioni minimali sottolineate da audaci linee nere laccate. Materiali contemporanei si fondono con una parete vegetale digitale, un inaspettato incontro con la natura è accentuato da un sottile gioco di luce, creando un’atmosfera vibrante e intima che dona una sensazione di grande serenità. Tutte le dieci sale di trattamento sono decorate sui toni del bianco, con muri rifiniti a sbalzo, per rievocare i pizzi degli abiti Haute Couture. Tra queste vi sono anche una suite doppia e una singola, dotate di sala da bagno e hammam privato. Per un tocco di lussuosa personalizzazione, gli ospiti possono scegliere un profumo per accompagnarli per tutta la loro esperienza, spruzzato su un tessuto nella tasca dell’ accappatoio o sul tavolo da massaggio.

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Bamboo Bag, un intramontabile contemporaneo

di Sabrina Mellace – gif Arianna Chierici

Era il 1954 quando per la prima volta la Bamboo Bag, firmata Gucci, esordì al cinema al braccio di Ingrid Bergman, in una pellicola di Rossellini “Viaggio in Italia” e successivamente da Vanessa Redgrave nel celebre film di Michelangelo Antonioni “Blow Up” del 1966. Accessorio delle celebrities per eccellenza, la borsa con il manico in bambù fu consacrata a icona di stile, diventando oggetto del desiderio di migliaia di donne grazie alla sua onnipresenza sotto le luci del jet-set. Erano gli anni del dopoguerra, anni in cui la gente aveva ancora bisogno di sperare e di immaginare mondi lontani e floridi: nella caratteristica distintiva della Bamboo bag, le donne trovarono un po’ di speranza in questo accessorio di lusso, quasi esotico. L’uso del bambù infatti fu pensato da Guccio Gucci e, date le origini orientali di questo legno, la borsa della maison divenne l’accessorio più esotico disponibile sul mercato. Oggi come allora una piccola rivoluzione/evoluzione è in atto: la stessa tecnica sviluppata oltre mezzo secolo fa viene utilizzata ancora oggi per scaldare e piegare il materiale. Ciò che nel passato rappresentò una soluzione pratica e innovativa a un problema nato da un’esigenza storica, si è ora trasformato in un elemento stilistico distintivo della Maison.

Il manico che contraddistingue tutti i nuovi modelli della collezione è un dettaglio che il direttore creativo Alessandro Michele non vede solo come riferimento alla ricca tradizione dell’azienda fiorentina, ma anche come tratto distintivo che incarna alla perfezione l’eclettismo dell’attuale estetica di Gucci. La collezione trae ispirazione dal modello Bamboo Classic, che riceve un trattamento speciale nelle versioni in pelle, oggi caratterizzate da una cornice stampata oro. La Classic è prodotta in pelle in tre diverse varianti di colore (rosso, bianco e nero) e in pellami esotici, come coccodrillo e struzzo. Un classico tra i classici, una vera e propria icona tra le borse che hanno segnato la storia del costume e della moda. Alessandro Michele ha conferito il suo tocco personale a questo oggetto – espressione della tradizione stilistica di Gucci – aggiungendo una tracolla con nastro Web e inserendo una versione tascabile di Juvenilia di Jane Austen con copertina a fiori in ogni borsa.

L’idea di accludere alle borse un libro si rifà ad una pratica in uso all’inizio del secolo scorso, quando le donne leggevano libri sui mezzi pubblici per evitare di essere disturbate da gentiluomini mentre viaggiavano da sole. Il passato torna con grande forza e passione: un nuovo must davvero desiderabile!