Gucci Eyewear: tra immaginazione e realtà

di Sabrina Mellace

Nel mondo magico di Gucci tutto è possibile, anche sognare in Ungherese. È infatti attraverso il sogno fantastico di Petra Collins che la nuova collezione Gucci Eyewear prende vita. “A Hungarian Dream”, lo short movie firmato dalla ventiquattrenne artista e fotografa nonché musa del direttore creativo Alessandro Michele, ci rimanda a mondi immaginari di straordinaria bellezza. La scena iniziale vede un’anziana addormentata e i suoi due nipotini annoiati davanti alla TV: tutto si anima quando i ragazzi rubano gli occhiali alla nonna e immediatamente cominciano il loro magico viaggio.

Sfuggendo dall’atmosfera assopita del salotto della nonna i due bimbi vengono trasportati in un viaggio surreale vagando attraverso gli onirici paesaggi di campagna prima di addentrarsi nei decorati ambienti dei tradizionali bagni termali che fanno da teatro alle scene finali, il tutto sulle note del brano di Billy Idol “Eyes without a face” interpretato dai Baustelle.

Petra Collins che “ha arruolato” per questo progetto anche la sua famiglia ungherese, coinvolgendo i giovanissimi cugini e la propria nonna, ha colto in modo incredibile l’estetica della Maison che si pone tra innovazione e riscoperta, futuro e passato in un groviglio di sensazioni eclettiche. Ma i veri protagonisti dello short movie sono i modelli chiave della collezione Gucci Eyewear Primavera Estate 2017 fra cui anche gli Hollywood Forever, con grappoli di cristalli e sofisticate decorazioni che diventano tutt’uno con gli scenari surreali abitati da personaggi incredibili.

E insieme ai piccoli anche noi increduli spettatori riviviamo quei momenti della nostra infanzia in cui immaginavamo che indossare dei semplici occhiali ci potesse far vivere un mondo diverso, magari migliore. Ma è forse questo quello che Alessandro Michele tenta di realizzare in tutte le sue collezioni. Esplorare nuove dimensioni, essere anticonformisti, assemblare stili diversi non curanti di quanti anni abbiamo, che lavoro facciamo o dove viviamo: tutto è possibile e tutto è concesso, tra sogno e realtà, o semplice immaginazione.