ARTISSIMA 2017

di Arianna Chierici

All’OVAL di Torino questo weekend si è tenuta la ventiquattresima edizione di Artissima, una delle fiere d’arte contemporanea più importante del panorama internazionale. Per l’edizione 2017, sotto la nuova direzione di Ilaria Bonacossa, sono state presenti 206 gallerie da 31 paesi, più di 700 artisti e oltre 2.000 opere in mostra. La vitalità di Artissima e la sua forza innovatrice si riverbera su tutta la città, attraverso collaborazioni con le numerose istituzioni museali e con i progetti culturali del territorio. Le tre sezioni che danno ad Artissima la sua particolare identità hanno riscosso un grande successo: Back to the Future, con un focus sugli anni ’80 e curata da un board diretto da Anna Daneri, ha presentato 27 artisti da 29 gallerie italiane e straniere ottenendo grande attenzione. Anche Present Future, curata da un board diretto da Cloé Perrone, si è rivelata geograficamente eterogenea e inaspettata per la varietà del lavoro dei 20 artisti selezionati presentati da 23 gallerie. E naturalmente la nuova sezione Disegni, curata da Luís Silva e João Mourão e dedicata alle peculiarità di questa forma espressiva che per la sua prima edizione ha presentato i lavori di 26 artisti, rappresentati da 26 gallerie. L’edizione 2017 di Artissima ha coinciso con i cinquant’anni dell’Arte Povera, rievocata in fiera con i due progetti speciali, il Deposito d’Arte Italiana Presente e il Piper. Learning at the discotheque, che hanno generato molta attenzione e successo di pubblico. Qualunque “riassunto”, specie se così breve, non sarà mai sufficiente a raccontare Artissima, ma sbirciando qua e là abbiamo trovato alcune opere che ci hanno colpito particolarmente.

La grande scritta al neon di Maurizio Nannucci (Firenze, 1939) è già tra le opere più fotografate della ventiquattresima edizione di Artissima. Il neon è il medium tipico dell’artista toscano, che lo utilizza per riflettere sul linguaggio e sul modo in cui quest’ultimo si relaziona con lo spazio entro cui è inserito. “Il neon”, dice l’artista, “mi dà la possibilità di formare e trasformare lo spazio in sensazioni e concetti che arrivano molto vicino al grado zero di rappresentazione, aprendo al contempo nuove prospettive e orizzonti di percezione e interazione con la realtà”.
L’artista polacca Joanna Piotrowska (Varsavia, 1985) ha chiesto a diverse persone di costruire, dove volessero, una tenda, come quella che si faceva da bambini per giocare, mettendo per esempio un telo tra due sedie. Ne è scaturita una serie di fotografie, chiamata semplicemente Untitled e realizzata tra il 2016 e il 2017, che mira a evidenziare “le fragili e intime contraddizioni che stanno alla base della nostra identità”: l’artista, in altri termini, vuole sottolineare come tutti abbiamo sempre necessità di trovare un rifugio o una protezione.
Gufram, l’azienda italiana di design conosciuta nel mondo per aver superato i limiti del disegno industriale, collabora con Artissima nell’ambito del progetto PIPER Learning at the discotheque, a cura di Paola Nicolin. Il progetto rende omaggio a una delle realtà più sperimentali di Torino, il Piper Club, che dal 1966 al 1969 ha rappresentato il luogo di incontro per le ricerche più dirompenti e radicali nell’ambito dell’arte visiva, del design, dell’architettura, ma anche della musica, della grafica, delle arti performative. Gli spazi della fiera ospitano infatti la prima ricostruzione del club, progettato da Piero Derossi con Giorgio Ceretti e Riccardo Rosso, personalità che con Gufram hanno avuto la possibilità di esprimere lo spirito del radical design, sovvertendo le regole della progettazione e dando origine ad arredi che sono diventati icone del design, come il Pratone, chaise longue unica e non convenzionale, diventata un parametro di riferimento nella storia del design.

da sinistra:
1. OVAL di Torino
2. PIPER, Coutesy Archivio Pietro Derossi
3. GUFRAM, Piper, Artissima © Perottino, Alfero, Bottallo
4. Maurizio Nannucci, Look
5. Johanna Piotrowska, Untitled