Bamboo Bag, un intramontabile contemporaneo

di Sabrina Mellace – gif Arianna Chierici

Era il 1954 quando per la prima volta la Bamboo Bag, firmata Gucci, esordì al cinema al braccio di Ingrid Bergman, in una pellicola di Rossellini “Viaggio in Italia” e successivamente da Vanessa Redgrave nel celebre film di Michelangelo Antonioni “Blow Up” del 1966. Accessorio delle celebrities per eccellenza, la borsa con il manico in bambù fu consacrata a icona di stile, diventando oggetto del desiderio di migliaia di donne grazie alla sua onnipresenza sotto le luci del jet-set. Erano gli anni del dopoguerra, anni in cui la gente aveva ancora bisogno di sperare e di immaginare mondi lontani e floridi: nella caratteristica distintiva della Bamboo bag, le donne trovarono un po’ di speranza in questo accessorio di lusso, quasi esotico. L’uso del bambù infatti fu pensato da Guccio Gucci e, date le origini orientali di questo legno, la borsa della maison divenne l’accessorio più esotico disponibile sul mercato. Oggi come allora una piccola rivoluzione/evoluzione è in atto: la stessa tecnica sviluppata oltre mezzo secolo fa viene utilizzata ancora oggi per scaldare e piegare il materiale. Ciò che nel passato rappresentò una soluzione pratica e innovativa a un problema nato da un’esigenza storica, si è ora trasformato in un elemento stilistico distintivo della Maison.

Il manico che contraddistingue tutti i nuovi modelli della collezione è un dettaglio che il direttore creativo Alessandro Michele non vede solo come riferimento alla ricca tradizione dell’azienda fiorentina, ma anche come tratto distintivo che incarna alla perfezione l’eclettismo dell’attuale estetica di Gucci. La collezione trae ispirazione dal modello Bamboo Classic, che riceve un trattamento speciale nelle versioni in pelle, oggi caratterizzate da una cornice stampata oro. La Classic è prodotta in pelle in tre diverse varianti di colore (rosso, bianco e nero) e in pellami esotici, come coccodrillo e struzzo. Un classico tra i classici, una vera e propria icona tra le borse che hanno segnato la storia del costume e della moda. Alessandro Michele ha conferito il suo tocco personale a questo oggetto – espressione della tradizione stilistica di Gucci – aggiungendo una tracolla con nastro Web e inserendo una versione tascabile di Juvenilia di Jane Austen con copertina a fiori in ogni borsa.

L’idea di accludere alle borse un libro si rifà ad una pratica in uso all’inizio del secolo scorso, quando le donne leggevano libri sui mezzi pubblici per evitare di essere disturbate da gentiluomini mentre viaggiavano da sole. Il passato torna con grande forza e passione: un nuovo must davvero desiderabile!

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