SPA D’ALTA QUOTA: 5 mete speciali

di Indievidual Beauty

Un weekend in SPA per godere della montagna in autunno? Ecco 5 mete speciali tra massaggi, terme e cucina gourmet.
L’autunno è una delle stagioni più magiche per un fine settimana in alta quota: la vegetazione si tinge delle tinte dorate e infuocate delle foglie degli alberi, le giornate sono ancora abbastanza lunghe e luminose per godersi l’aria frizzante e i primi freddi invitano a rifugiarsi in rilassanti chalet benessere dove farsi coccolare e rilassarsi. Ecco la nostra selezione di 5 strutture dove godere al meglio dell’atmosfera autunnale montana riscaldati da benefiche acque termali e meravigliosi trattamenti extra-lusso.

In alto da sisnistra
QC Terme Dolomiti
Avete mai pensato di dormire in una nuvola? Dal 31 ottobre al 20 dicembre presso QC Terme Dolomiti questo sogno potrebbe diventare realtà. Nella suggestiva cornice di Pozza di Fassa, in Trentino, arriva infatti l’istallazione artistica “Nuvola del Benessere” ideata da Mao Fusina, l’uomo delle nuvole. Un’opera unica al mondo che permetterà di dormire per una notte circondati dalle foreste e dalle stelle fassane. La struttura inoltre utilizza la preziosa acqua termale di Alloch, l’unica sorgente solforosa del Trentino, nota fin dall’antichità per le sue qualità.

Gradonna Mountain Resort
Un’oasi di benessere immersa nel Parco Nazionale degli Alti Tauri e circondata dalla cornice maestosa del Tirolo Orientale. La Spa di 3000 mq dal design lineare con immense vetrate fa in modo che interni ed esterni si fondano. Da provare assolutamente è lo scrub al pino cembro e cristalli di sale montano. Durante un lungo e distensivo massaggio della durata di 80 minuti su un lettino ad acqua riscaldato a 37 gradi viene applicato lo scrub preparato al momento e su misura. Olii essenziali e sale grezzo, miele locale, arnica, iperico, Biopir e piccole particelle di pino cembro dal forte potere rilassante e purificante esfoliano la pelle con delicatezza. Gli oli e il miele grezzo nutrono in profondità rendendo splendente e liscio ogni tipo di pelle.

Posthotel Achenkirch
Il Posthotel Achenkirch, in Austria, festeggia i 35 anni della sua beauty farm fondata sulle competenze delle medicina tradizionale cinese. Un team di professionisti del benessere e due medici di medicina tradizionale cinese e tanto silenzio rendono questo paradiso a 50 minuti dal confine con l’Italia un vero eden per gli amanti del wellness. Da provare assolutamente il Signature Treatment, ottimo incipit alla vacanza composto da manipolazioni alla testa e alla nuca con oli di arnica e cirmolo seguito da una digitopressione che scioglie blocchi emotivi, un massaggio delicato dalla testa ai piedi che termina in un impacco ai piedi con olio d’oliva, cera d’api, propoli e arnica.

Josef Mountain Resort
Ad Avelengo, a due passi da Merano, è tempo di Törggelen, l’antica tradizione contadina di accogliere nelle cantine i viandanti, per far assaggiare loro il Suser (mosto d’uva non ancora fermentato) e il vino nuovo, e festeggiare la fine della vendemmia con ricchi banchetti. Allo Josef Mountain Resort questo significa trattamenti wellness all’olio di vinacciolo e serate gourmet a base di cucina altoatesina e vino novello, per i veri amanti del tradizionale clima alpino.

Alpina Dolomites
La filosofia alla base di Alpina Dolomites è quella di un equilibrio sinergico con la natura, offrendo ai propri ospiti la possibilità di un soggiorno che possa far ritrovare armonia interiore ed energie vitali, di cui si avvertono i benefici a lungo, anche una volta tornati a casa. Un approccio olistico favorito dalle possibilità offerte dall’Alpina SPA dell’hotel (premiata nell’ambito degli Spa Traveller Awards) con un’ampia gamma di proposte salutari e piacevoli, programmi personalizzati sull’arco di più giorni e trattamenti di bellezza per esperienze sensoriali uniche.

Hair & Polaroid

di Arianna Chierici

POLHAIROID è la nuova exhibition che raccoglie istanti di bellezza pieni di sensibilità interpretati da Pier Giuseppe Moroni. Una nuova idea che fonde Hair Design e Fotografia. Il secondo progetto realizzato da Pier Giuseppe Moroni lascia senza fiato. Dopo la mostra e il catalogo del 2016, realizzato con un’unica modella Lera Abova, il fotografo ed Hair Stylist ci stupisce ancora con un nuovo progetto che celebra due percorsi fatti di manualità e creatività. Imperfezioni visive, alta reattività e codici estetici autentici sono l’offerta artistica. Protagoniste, questa volta dei suoi scatti, sono cinque modelle diverse fra loro ma molto contemporanee, che incarnano l’idea di femminilità. Scomposte e ricomposte in un gioco di estetica e seduzione accentuata da luci dai colori pop.
Pur avendo avuto la fortuna di lavorare sin da giovanissimo con grandi fotografi – afferma Pier Giuseppe non mi sono mai appassionato fino in fondo alla fotografia classica che richiede diversi passaggi prima dello scatto finale e nemmeno a quella digitale, che consente interventi invasivi dell’immagine. L’utilizzo della pellicola istantanea, in questo caso Fuji, mi suscita la stessa emozione che mi dà creare un nuovo hairlook, perché non c’è mai un totale controllo sul gesto: l’attesa è sempre emozionante e il risultato finale sorprendente.”
Questo nuovo progetto di Pier Giuseppe – dichiara Marco Vurro, Event & Influencer Marketing Director Coty Professional Beauty esplora ancora una volta, in un’ottica di continua evoluzione e cambiamento, il binomio bellezza e identità, che sono al centro della professione del parrucchiere e spingono Wella ad un’offerta sempre più evoluta di prodotti e servizi che aiutino a perseguire il desiderio di ogni donna: essere bella nel proprio modo, in armonia con la propria natura.”

POLHAIROID _ Printing Proofs
di Pier Giuseppe Moroni
7,24X0,26 GALLERY – Via San Pietro all’Orto, 26 MILANO
Exhibition time: 5 dicembre 2017 – 31 gennaio 2018
9.30 – 18.00

 

Pirelli The Cal 2018, Un Sogno Infinito

di Sabrina Mellace

Sono trascorsi solo pochi giorni dalla diffusione delle immagini scattate da Tim Walker per The Cal, il Calendario Pirelli 2018 e l’invasione mediatica su tutti i social è stata incredibile. The Cal è ormai un fenomeno culturale pop e le immagini ogni anno diventano virali a livello globale non appena vengono pubblicate. Nato nel 1963 (anche se la pubblicazione è stata interrotta dopo l’edizione del 1974 per 10 anni a causa della recessione), il Calendario Pirelli si è trasformato nel tempo seguendo le evoluzioni culturali e di costume. Etichettarlo come una semplice raccolta di foto di “pin-up” significherebbe non comprendere il suo ruolo, la sua importanza, il suo potere nel far sognare le persone.

E questo sogno si rinnova per la 45esima edizione del famoso calendario, dove Tim Walker ci porta nel paese delle meraviglie di Alice con una sua personale visione onirica e meravigliosamente gotica: ambientazioni incredibili e personaggi straordinari in questo mondo magico fatto di conigli parlanti, di regine di cuori del tutto nuove, di fiori che cantano e di cappellai matti. La caratteristica esclusiva di questa storia fotografica è che il cast è total black; 18 personaggi, alcuni già affermati e altri emergenti, tra i quali musicisti, attori, modelle e attivisti politici: Adut Akech, Adwoa Aboah, King Owusu, Lupita Nyong’o, Naomi Campbell, RuPaul, Sean “Diddy” Combs, Slick Woods, Whoopi Goldberg e molti altri. Le fotografie di Walker, oniriche e ultraterrene, da sempre evocano sensazioni simili a quelle del magico mondo del paese delle meraviglie di Carroll e negli scatti del calendario lo si nota ancora di più, grazie anche allo straordinario talento della scenografa Shona Heath, alla quale si devono  le straordinarie scenografie e installazioni che hanno permesso la narrazione creativa di questa versione di Alice nel Paese delle Meraviglie.

Elementi del racconto che fanno ormai parte dell’immaginario collettivo vengono qui rovesciati: il Bianconiglio, ad esempio, diventa un coniglio nero, mentre le rose rosse della Regina vengono dipinte di nero dalle Carte da Gioco. Ed è così che la storia di Alice viene raccontata a una nuova generazione. Le sue Avventure nel Paese delle Meraviglie echeggiano nel mondo contemporaneo in cui viviamo, gli ostacoli che dobbiamo superare, l’idea di celebrare la diversità che affrontiamo ogni giorno. A ispirare il suo racconto per immagini è stata non solo la fantastica storia di Lewis Carroll, ma anche e soprattutto le illustrazioni che lo stesso Carroll aveva affidato a John Tenniel già in occasione della prima edizione del 1865 e che nel Calendario Pirelli 2018 si trasformano in 28 scatti realizzati in 20 diversi e straordinari set di un nuovo Paese delle Meraviglie. Una nota di assoluto merito va data allo styling di Edward Enninful, direttore responsabile di Vogue Gran Bretagna che ha sapientemente calibrato i costumi. Ne consegue che il Calendario non è semplicemente un ritratto autentico della fiaba, arricchito da un tocco dark e sensuale, ma una vera e propria storia delle persone che lo hanno creato: The Cal_2018, un sogno infinito, un vero oggetto del desiderio. Io avrei già un punto della parete dove appenderlo, e voi?

ARTISSIMA 2017

di Arianna Chierici

All’OVAL di Torino questo weekend si è tenuta la ventiquattresima edizione di Artissima, una delle fiere d’arte contemporanea più importante del panorama internazionale. Per l’edizione 2017, sotto la nuova direzione di Ilaria Bonacossa, sono state presenti 206 gallerie da 31 paesi, più di 700 artisti e oltre 2.000 opere in mostra. La vitalità di Artissima e la sua forza innovatrice si riverbera su tutta la città, attraverso collaborazioni con le numerose istituzioni museali e con i progetti culturali del territorio. Le tre sezioni che danno ad Artissima la sua particolare identità hanno riscosso un grande successo: Back to the Future, con un focus sugli anni ’80 e curata da un board diretto da Anna Daneri, ha presentato 27 artisti da 29 gallerie italiane e straniere ottenendo grande attenzione. Anche Present Future, curata da un board diretto da Cloé Perrone, si è rivelata geograficamente eterogenea e inaspettata per la varietà del lavoro dei 20 artisti selezionati presentati da 23 gallerie. E naturalmente la nuova sezione Disegni, curata da Luís Silva e João Mourão e dedicata alle peculiarità di questa forma espressiva che per la sua prima edizione ha presentato i lavori di 26 artisti, rappresentati da 26 gallerie. L’edizione 2017 di Artissima ha coinciso con i cinquant’anni dell’Arte Povera, rievocata in fiera con i due progetti speciali, il Deposito d’Arte Italiana Presente e il Piper. Learning at the discotheque, che hanno generato molta attenzione e successo di pubblico. Qualunque “riassunto”, specie se così breve, non sarà mai sufficiente a raccontare Artissima, ma sbirciando qua e là abbiamo trovato alcune opere che ci hanno colpito particolarmente.

La grande scritta al neon di Maurizio Nannucci (Firenze, 1939) è già tra le opere più fotografate della ventiquattresima edizione di Artissima. Il neon è il medium tipico dell’artista toscano, che lo utilizza per riflettere sul linguaggio e sul modo in cui quest’ultimo si relaziona con lo spazio entro cui è inserito. “Il neon”, dice l’artista, “mi dà la possibilità di formare e trasformare lo spazio in sensazioni e concetti che arrivano molto vicino al grado zero di rappresentazione, aprendo al contempo nuove prospettive e orizzonti di percezione e interazione con la realtà”.
L’artista polacca Joanna Piotrowska (Varsavia, 1985) ha chiesto a diverse persone di costruire, dove volessero, una tenda, come quella che si faceva da bambini per giocare, mettendo per esempio un telo tra due sedie. Ne è scaturita una serie di fotografie, chiamata semplicemente Untitled e realizzata tra il 2016 e il 2017, che mira a evidenziare “le fragili e intime contraddizioni che stanno alla base della nostra identità”: l’artista, in altri termini, vuole sottolineare come tutti abbiamo sempre necessità di trovare un rifugio o una protezione.
Gufram, l’azienda italiana di design conosciuta nel mondo per aver superato i limiti del disegno industriale, collabora con Artissima nell’ambito del progetto PIPER Learning at the discotheque, a cura di Paola Nicolin. Il progetto rende omaggio a una delle realtà più sperimentali di Torino, il Piper Club, che dal 1966 al 1969 ha rappresentato il luogo di incontro per le ricerche più dirompenti e radicali nell’ambito dell’arte visiva, del design, dell’architettura, ma anche della musica, della grafica, delle arti performative. Gli spazi della fiera ospitano infatti la prima ricostruzione del club, progettato da Piero Derossi con Giorgio Ceretti e Riccardo Rosso, personalità che con Gufram hanno avuto la possibilità di esprimere lo spirito del radical design, sovvertendo le regole della progettazione e dando origine ad arredi che sono diventati icone del design, come il Pratone, chaise longue unica e non convenzionale, diventata un parametro di riferimento nella storia del design.

da sinistra:
1. OVAL di Torino
2. PIPER, Coutesy Archivio Pietro Derossi
3. GUFRAM, Piper, Artissima © Perottino, Alfero, Bottallo
4. Maurizio Nannucci, Look
5. Johanna Piotrowska, Untitled

Cinema Italia

di Alex Vaccani – foto Simon

Con Cinema Italia possiamo dire che per la prima volta il cinema italiano è visto con occhi completamente diversi: 107 attori immortalati in camere d’albergo sparse in tutta la penisola, sono i protagonisti degli scatti di Simon. Un lavoro grande durato tre anni, in cui la fotografa è riuscita a far interpretare uno stato d’animo o un modo d’essere differente a ciascun attore. Queste fotografie sono raccolte tutte insieme in un libro presentato con una mostra fotografica a Milano. I nomi che compaiono tra le pagine di Cinema Italia sono svariati, per citarne alcuni: Valentina Lodovini, Claudio Santamaria, Ambra Angiolini, Tea Falco, Serena Grandi, Pierfrancesco Favino, Paolo Villaggio e altri 100 ancora. Quello che colpisce osservando le fotografie è che nonostante le stanze siano di alberghi differenti, il risultato finale è quello di un unico Grand Hotel, fatto di 107 stanze. Simon ci lascia spiare dentro, di camera in camera alla ricerca di un vizio, di un peccato, di una virtù, interpretati da attori o attrici immortalati in maniera naturale, insolita e meno stereotipata rispetto ai classici scatti fotografici. “La bellezza dell’imperfezione, la memorabilia di un momento unico, irregolare, inedito: ecco ciò che m’interessa davvero”, ha spiegato Simon. Cinema Italia è iniziato quasi come una sfida, quella di fotografare attori noti ed emergenti italiani in modo non convenzionale dando agli scatti un taglio privato e confidenziale, in una nazione dove la fotografia ritrattistica dei personaggi del cinema è ancora ancorata al classico. Cinema Italia è un progetto ambizioso, a tratti quasi impossibile nella sua realizzazione, soprattutto per gli agenti troppo preoccupati nel far apparire i loro attori in maniera troppo diversa dal loro essere. Non è il mestiere di un attore quello di interpretare ciò che non è? Probabilmente proprio questa sfida ha entusiasmato e fatto si che alla fine 107 personaggi abbiano deciso di prendere parte al progetto.

Simon è riuscita a mostrare non solo i grandi attori protagonisti del cinema italiano, ma anche giovani emergenti spesso sottovalutati, che invece portano in scena personaggi che caratterizzano i film anche più dei protagonisti. Le stanze degli hotel fanno da trait d’union, sono non luoghi di cui noi ci appropriamo per una notte o per un weekend. Muri che hanno visto il passaggio di tante persone, letti che hanno accolto molti corpi compresi quelli delle star del cinema. Quante volte ci siamo chiesti: chissà chi è stato in questa stanza? Simon voleva che i suoi scatti fossero inclassificabili a livello spazio temporale e quale non luogo era meglio di una camera di un hotel? Anche la maggior parte degli abiti che gli attori indossano negli scatti sono vintage, per non essere classificati. Con queste immagini Simon mostra una gran parte del cuore del cinema italiano contemporaneo, facendoci sognare e fantasticare sulla storia che ogni scatto porta con sé. Simon ha reso i protagonisti di questi scatti a volte più umani, più eccentrici e magari più imperfetti, ma sicuramente più reali, in uno spazio intimo, mostrando un lato personale, insolito e vulnerabile, soprattutto per persone che sono abituate a vivere centinaia di vite e che qui rivelano se stessi in un unico istante.

Le immagini di Cinema Italia sono state esposte in una mostra in occasione di FuoriCinema, il festival ideato da Cristina Capotondi, anche lei una dei 107 protagonisti del libro, lo scorso 16 settembre.
Cinema Italia, Menabò Editore pagg. 128 – 22 euro

 

 

 

 

Unskilled Worker & Gucci

Di Arianna Chierici

Gucci annuncia una speciale collaborazione con l’artista nota come “Unskilled Worker”. Una capsule collection esclusiva che comprende 40 elementi fra capi di abbigliamento, scarpe, borse, articoli in seta e accessori su cui sono raffigurate le opere della talentuosa artista britannica. Ritratti e motivi floreali prodotti dall’artista, tutti nel suo caratteristico stile naïf ed espressivo. Queste opere rivelano uno spirito arguto e giocoso che si addice perfettamente al romanticismo contemporaneo ed eclettico della Maison. La collaborazione fra Alessandro Michele e Unskilled Worker prevede una gamma di articoli che saranno disponibili solamente online a partire dall’11 ottobre. La capsule collection comprende borse a spalla GG Marmont stampate, pantofole Princetown e sneaker Ace, borse shopping con manici in bambù, abiti in tessuto stampato, camicette e gonne in seta, top lavorati a maglia con patch, cardigan, gonne in denim e jeans, t-shirt, felpe, un bomber, oltre a foulard e scialli con le illustrazioni di Unskilled Worker. Il rapporto fra Gucci e Unskilled Worker, pseudonimo di Helen Downie, risale al 2015, quando il Direttore Creativo Alessandro Michele scopre le sue opere su Instagram e la invita a partecipare ad una mostra a Shanghai. La mostra di Gucci No Longer / Not Yet apre i battenti nell’ottobre 2015 al Minsheng Art Museum di Shanghai. Da allora il legame dell’artista con la Maison è diventato sempre più stretto, e questa nuova collaborazione dal carattere innovativo ne è l’espressione.

Per celebrare ulteriormente questa collaborazione, Unskilled Worker ha dipinto un’opera esclusiva e l’ha generosamente messa a disposizione del pubblico, che potrà scaricarla gratuitamente dal sito Gucci.com e da Unskilled Worker.co.uk a partire dall’11 ottobre.
Hashtag: #unskilledworker

Foto 1,3,4: courtesy of Gucci – Shot by Clara Balzary
Foto 2:
Ready for the Palais – by Unskilled Worker
Foto 5: Put a Ring on It – by Unskilled Worker

 

SPA Metropole Montecarlo by Givenchy

di Anna Maria Negri

È uno degli indirizzi più prestigiosi di Monaco. Un hotel di lusso che sembra appartenere a un’altra era, un rifugio sontuoso lontano dal trambusto ma nel cuore del Principato. Situato nel Carré d’Or che si affaccia sul Mediterraneo, l‘Hotel Metropole Montecarlo ha un’atmosfera unica, ricca di storia e anima. Il palazzo fu costruito nel 1889 nel più puro stile Belle Epoque. E’ stato completamente rinnovato nel 2004 sotto la direzione del designer francese Jacques Garcia, che ha saputo conservare il suo fascino mediterraneo. Dalle 126 camere e suites, ai ristoranti e alla piscina..tutto l’Hotel Metropole è dedicato ai piaceri della vita, come in un’oasi di lusso e benessere fuori dal tempo e dal caos quotidiani. I tre ristoranti gestiti da Joël Robuchon rappresentano tre esperienze gastronomiche uniche. Con due stelle Michelin, il ristorante Joël Robuchon Monte Carlo offre un menù raffinato con sapori mediterranei, mentre Yoshi, l’unico ristorante giapponese a livello mondiale che vanta una stella Michelin, serve ricostruzioni brillanti della cucina tradizionale giapponese. Il terzo ristorante dell’hotel, Odyssey, riflette le visioni combinate di Joël Robuchon e Karl Lagerfeld, con piatti leggeri stagionali da gustare dalla piscina in uno spazio progettato dal couturier stesso.

È giusto dire che grazie ad un’autentica ricerca di perfezione, l’Hotel Metropole Monte-Carlo offre ai suoi ospiti il meglio del design, della gastronomia e del benessere. Ecco perché la Maison Givenchy ha deciso di aprire qui una SPA e un centro termale, appositamente progettato per questo hotel speciale. Progettata da Didier Gomez, riflette la ricerca e la modernità della Maison, fino al minimo dettaglio: linee pulite e materiali nobili. L’ingresso si intona perfettamente alle finiture marmoree e alle proporzioni minimali sottolineate da audaci linee nere laccate. Materiali contemporanei si fondono con una parete vegetale digitale, un inaspettato incontro con la natura è accentuato da un sottile gioco di luce, creando un’atmosfera vibrante e intima che dona una sensazione di grande serenità. Tutte le dieci sale di trattamento sono decorate sui toni del bianco, con muri rifiniti a sbalzo, per rievocare i pizzi degli abiti Haute Couture. Tra queste vi sono anche una suite doppia e una singola, dotate di sala da bagno e hammam privato. Per un tocco di lussuosa personalizzazione, gli ospiti possono scegliere un profumo per accompagnarli per tutta la loro esperienza, spruzzato su un tessuto nella tasca dell’ accappatoio o sul tavolo da massaggio.

Continue Reading

FOOD RUNWAY @ 28 POSTI

di Arianna Chierici

In occasione della MFW S/S 2018, dopo il successo avuto durante la design week, il Bistrot milanese 28 Posti, proporrà una vera e propria Food Runway, uno speciale menù realizzato con alcuni stilisti di nuova generazione. Ad accettare la sfida sono: Vivetta, Paula Cademartori, Arthur Arbesser, Massimo Alba e Miahatami.

L’appuntamento è dal 20 al 26 Settembre, per cinque giornate speciali che vedranno i giovani stilisti affrontare il mondo della cucina, portando nei piatti il loro gusto e la loro fantasia, creando proposte culinarie inaspettate ed estrose.
 Il piatto speciale ideato dai designer, insieme allo chef Marco Ambrosino, sarà il primo ad uscire durante le serate e darà quindi un benvenuto speciale agli ospiti. Seguirà il resto del menù di 28 Posti. Lo chef ha proposto agli stilisti di partire da una base di tre ingredienti, uno principale e altri due più di contorno. Sulla base di questo, i Designer possono scegliere se usarli tutti oppure solo alcuni, e se aggiungere un ingrediente a piacere che faccia parte della tradizione di ognuno loro o che sia per qualche motivo un ingrediente “del cuore”.

Massimo Alba, che aprirà la prima serata, ha deciso di portare nel suo piatto zucca, sambuco e semi di zucca; durante il secondo giorno c’è Vivetta che opta per la barbabietola, yogurt greco e semi di basilico. Il giovane designer Arthur Arbesser aggiunge alla lattuga, alla rapa e al limone un po’ di senape, mentre Miahatami e Paula Cademartori hanno scelto lo stesso piatto aggiungendoci però un tocco personale. La base sarà per entrambi anguria, daikon e alghe ma la differenza la faranno i pistacchi iraniani nel piatto di Miahatami e dragon fruit per Paula.

Ancora una volta il mondo del food si lascia contaminare da diversi spunti creativi, offrendoci un modo inaspettato di vivere la settimana della moda.

Per prenotazioni:
 28 Posti – via Corsico 1, T 02 8392377
 – M 28posti@gmail.com

Hotellerie de Mascognaz: il tempo per costruire un ricordo

di LolaGlam

“Alice: Per quanto tempo è per sempre? Bianconiglio: A volte, solo un secondo” Tempo che vola nella frenesia delle nostre giornate, tempi che durano un weekend e ci permettono di costruire un ricordo per sempre. Stato attuale, rubando le parole dello scrittore Lewis Carroll: “per restare nello stesso posto devi correre più velocemente che puoi”. Stato desiderato: trovare un luogo di silenzio e pace dove apprezzare il tempo che scorre lento.

Esiste un antico villaggio alpino in Val D’Ayas dove l’intenzione di circondarsi di natura e serenità diventa realtà. Un gruppo di chalet di legno e pietra in una valle isolata e attraversata da un torrente è diventato un hotel di charme. Hotellerie de Mascognaz significa suite confortevoli con caminetto dove il rustico è raffinato, una SPA resa unica dalla vetrata da cui ammirare la luce del tramonto sul Monterosa, passeggiate nei boschi con la guida naturalistica,  cucina tradizionale a Km0.

Gli chalet sono edifici che poggiano su colonne a forma di fungo con il gambo in legno ed il cappello costituito da un grande disco di pietra e rappresentano la traccia architettonica dei Walser, popolazione di origine germanica che arrivò in queste valli alla fine del Medio Evo. Camminando per le strade dell’antico villaggio si può sentire il profumo del pane lievitato naturalmente, mentre le torte vengono sfornate quotidianamente. Esiste ancora l’antico forno (ci vogliono 5 giorni solo per portarlo a temperatura) che un tempo serviva tutti gli abitanti, quando il pane in alta montagna veniva prodotto solo due volte all’anno.

In una delle valli alpine più belle d’Europa “per sempre” può essere anche il tempo di un weekend, il tempo per raccogliere sensazioni e ricordi profondi.

5 SPA ITALIANE PER TORNARE COME NUOVI

di Indievidualbeauty

Chi non ha sognato un weekend in SPA per liberarsi dallo stress tra acque termali e massaggi? Abbiamo selezionato 5 mete italiane che vi conquisteranno. Inutile negarlo: tra appuntamenti di lavoro, impegni personali e stress quotidiani, spesso dimentichiamo di dedicare il tempo necessario a noi stessi e a coccolare il nostro corpo. Quale miglior rimedio per lasciarsi alle spalle le infuocate strade cittadine se non rifugiarsi in una rilassante SPA? Ecco 5 splendide strutture in cui lasciare da parte stress e ansie e trovare spazi dove rilassarsi senza l’assillo del tempo, gustando il silenzio e immergendosi in preziose acque benefiche per il corpo e per la mente.

#1 Adler Mountain Lodge: un vero gioiello incastonato sull’Alpe di Siusi, l’altopiano più vasto delle Dolomiti, patrimonio mondiale UNESCO a un’ora da Bolzano. Un lodge di lusso interamente realizzato in legno, composto da poche suite e preziose baite private in cui decelerare, rigenerarsi e recuperare nuove energie nel magico centro benessere panoramico sotto le stelle. Nella piscina panoramica esterna, riscaldata tutto l’anno, si rispecchia il maestoso Sassolungo, mentre nell’attico, che gode di luce naturale, si svolgono i trattamenti di bellezza e benessere ADLER Spa, che traggono ispirazione dalla tradizione e dalla natura unica delle Alpi.

#2 Merchant of Venice SPA: The Merchant of Venice apre la prima SPA all’interno dell’esclusivo resort veneziano San Clemente Palace Kempinski, situato sull’omonima isola privata a pochi minuti di barca da Piazza San Marco. La SPA propone trattamenti eseguiti con oli ispirati alle antiche ricette orientali importate nel corso dei secoli nella città lagunare dai suoi mercanti. Un esempio? Nel trattamento La Rotta di Marco Polo il bergamotto è utilizzato per il massaggio linfodrenante, mentre è ispirato da un antico ricettario di segreti cosmetici il trattamento I Secreti di Isabella Cortese, che aiuta a ridurre lo stress e armonizzare l’organismo grazie all’olio essenziale di lavanda. Da non lasciarsi sfuggire anche il trattamento viso all’oro, a base di 11 foglie d’oro 24 Kt da applicare sulla pelle unitamente a due sieri pre e post trattamento a base di vitamina E.

#3 Almablu SPA: Almablu SPA è il raffinato centro benessere di Almar Jesolo Resort & SPA, recentemente ampliato e rinnovato. Il menù Spa si è arricchito quest’anno con la proposta di nuovi trattamenti viso e corpo, di massaggi energetici e di percorsi pensati per migliorare la qualità del sonno. E’ proprio questo l’obiettivo di un insolito pacchetto benessere: il Good Night Sleep Package. Il trattamento benessere che lo caratterizza è il Riposo del Guerriero, che mira a regolarizzare i movimenti di energia tra corpo e testa, favorendo il corretto ritmo sonno-veglia e ripristinando l’equilibrio di queste due importanti fasi energetiche.

#4 Bagni di Bormio: gli storici Bagni di Bormio hanno da poco festeggiato la riapertura della vasca panoramica, una delle prime vasche termali nelle quali praticare la balneoterapia moderna. Una vasca storica scavata nella roccia con una incredibile visuale a picco sulla conca di Bormio che QC Terme ha trasformato in una affascinante infinity pool perfetta per liberare la mente. I Bagni propongono inoltre esclusivi trattamenti ispirati al Parco Nazionale dello Stelvio come lo Stelvio Forest Ritual, un’esfoliazione speciale a base di miele di rododendro, che lascia la pelle levigata, idratata e luminosa, seguita da un massaggio completo armonico e fluido, che mira al riequilibrio energetico.

#5 L’Albereta Relais & Chateaux: Albereta Relais & Chateaux, tra le colline della Franciacorta, ha pensato a una fuga di coppia per esaltare i 5 sensi e ricaricare le batterie del corpo. La giornata inizia con uno scrub alla menta e lime nel bagno turco della Spa, prima di vivere la magnifica esperienza, anche in coppia, del Rituale Augfuss, una vera e propria “danza del benessere” che consiste nel versare l’acqua sulle pietre incandescenti della sauna; il getto di aria calda viene quindi diffuso e diretto verso gli ospiti, grazie a diversi movimenti delle braccia dell’Aufguss Meister, dell’asciugamano e di accurati passi, che fanno sembrare il rituale un’affascinate coreografia.

 

FRAGRANCES IN MOTION AWARDS BY OLIBERE

di LolaGlam

Quando Marjorie Olibere ci ha contattati per entrare a far parte della giuria della seconda edizione italiana del Fragrances in Motion Awards ci siamo davvero emozionati: i profumi toccano i nostri cuori, risvegliano la nostra visione e cambiano il modo in cui vediamo le cose. Ci portano in altri luoghi, aprono le porte e le menti. I profumi, proprio come i film, sono la memoria della nostra vita. E come la nostra vita, anche la nostra memoria olfattiva è unica e irripetibile: l’interpretazione di un profumo è sempre assolutamente personale. Per questo Marjorie Olibere ha creato il concorso internazionale Fragrances In Motion Awards, una competizione originale che offre la possibilità a filmmakers, professionisti e amatoriali, di interpretare liberamente l’ultima fragranza Olibere attraverso un cortometraggio di due minuti e mezzo al massimo.

Il concorso è aperto a tutti e i partecipanti riceveranno un campione di 5 ml della nuova fragranza Olibere, che servirà ad ispirarli per creare la loro personale interpretazione cinematografica per Fragrances In Motion Awards. Il nome della fragranza invece rimarrà segreto, per evitare di influenzare i filmmakers e lasciarli completamente liberi di esprimersi. Oltre all’interesse artistico, il concorso è anche una grande occasione di visibilità. I film finalisti saranno trasmessi durante il Filmmaker Festival e attraverso altri supporti e piattaforme tra cui i social media. Inoltre i registi selezionati saranno invitati a Milano per partecipare alla cerimonia di premiazione, che si terrà a Dicembre. Diversi i premi previsti, in denaro e di altro tipo. Tutti i dettagli sul sito.

Non vediamo l’ora di emozionarci per la tua idea..Il termine per l’invio del tuo cortometraggio è il 15 ottobre 2017. Qui il link per conoscere il regolamento, iscriverti e richiedere il campione della fragranza. Luci, macchina da presa, azione!

28 POSTI: UN PROGETTO OLTRE LA BUONA CUCINA

di Martina Antinori – Foto ©Marco Varoli

28 Posti è un locale che per chi vive a Milano non si può non conoscere! Non solo un Bistrot, ma una perla rara, che tra le sue mura custodisce una storia di cucina, design ed etica, tutta da raccontare! Situato in Via Corsico 1, il locale (come suggerisce il nome) ha solo 28 coperti. Un ambiente intimo e accogliente per chi desidera mangiare in un clima quasi familiare ma al tempo stesso super cool!

Marco Ambrosino, giovane chef di Procida, è colui che con la sua cucina d’autore delizia i palati del 28 Posti, anche i più sofisticati, trovando la giusta sinestesia tra tradizione campana e avanguardia. Riponendo una particolare attenzione sulle materie prime, dalle più nobili alle più “povere”, e sulla stagionalità degli ingredienti, riesce a soddisfare tutti i gusti e le esigenze, compresi celiaci, vegetariani e vegani. La lista dei vini non è da sottovalutare, sempre di altissima qualità ma che tende a privilegiare piccoli produttori e vignaioli artigiani, rendendo il 28 Posti un ristorante fortemente legato alla selezione, all’artigianalità e al territorio.

Il menù di Marco Ambrosino  cambia ogni due mesi, rendendo il ristorante una scoperta continua oltre che sinonimo di ricerca e passione! I più affezionati però non disperino. Alcuni dei suoi piatti forti rimangono una costante del locale, come i tagliolini con porro fondente, polvere di capperi e limone candito o il dolce a base di ricotta, carbone, gelato al polline e bottarga. E non è tutto, la particolarità di questo ristorante non si ferma in cucina, ma continua in sala tra gli arredi e l’architettura stessa. Un vero e proprio progetto architettonico che grazie a Gaetano Berni, Maria Luisa Daglia e Francesco Faccin ha riportato il locale al suo stato originario, arricchendolo però di una profonda anima artistica. Gli elementi di arredo hanno le origini più variegate: da quelli prodotti con materiali di recupero con l’aiuto dei detenuti di Bollate a quelli realizzati con il contributo del maestro ebanista Giuseppe Filippini, fino alle autoproduzioni della baraccopoli di Mathare. Senza dimenticarsi della presenza di alcune immagini di celebri progetti fotografici tra cui “Nomadic Sellers” di Filippo Romano e “In Case of Loss” di Francesco Giusti.

28 Posti dunque è più di un Bistrot, è un progetto dell’anima che tra innovazione ed etica riusce a unire in maniera unica la cucina d’autore, l’artigianalità e umanità.

Mr. Loc Dong, naso di Olympéa Intense

di Anna Maria Negri

Sentori speciali, universi olfattivi che rimangono impressi nella memoria come fossero immagini indelebili. Lo sa bene Loc Dong, il primo profumiere asiatico del settore, che ha fatto di sensibilità virtù. E di virtù un mestiere per la vita. A partire da i suoi grandi successi lavorativi come la creazione di Acqua di Gioia di Giorgio Armani, Manifesto di Yves Saint Laurent o Euphoria di Calvin Klein, solo per citarne alcuni. Dopo dieci anni di esperienza nel settore, lavorando per Haarmann & Reimer e Aromatiques tra Grasse e New York, Parigi e la Germania, si unisce nel 2002 a International Flavors & Fragrances (IFF) , in qualità di Profumiere Senior. A Parigi, in occasione del lancio della fragranza di Paco Rabanne Olympéa Intense, c’è stato un incontro speciale tra LolaGlam questo “naso” straordinario, al quale abbiamo chiesto di regalarci un piccolo assaggio della sua arte, della sua vita e del suo lavoro.

Continue Reading