Skincare – l’Oriente fa tendenza

di Cristina Minelle

La ricerca di una pelle luminosa che sfiora la perfezione fa tappa in Corea per un cambio di stagione che ci trasforma tutte in oriental queens assetate di Skincare. Si guarda il mondo da un oblò, tutto è cambiato e ormai non è più la moda a ad essere di moda ma il beauty del Sol Levante. A mettere la firma a questa oriental fever è la generazione K-pop i cui protagonisti sono gruppi musicali emergenti come i Big Bang, le Girl’s Generation e star televisive coreane.

Colpo di fulmine? Non proprio…E’ dal 2011 che il beauty made in Corea è diventato oggetto dei nostri desideri. La curiosità verso una bellezza più social, che di reale ha lasciato l’esigenza di un benessere profondo e consapevole ci ha fatto innamorare follemente! La filosofia della skincare coreana è essenzialmente preventiva e si racconta in 4 steps: rivelare-detergere-purificare-idratare. Si ispira alla hangbang, la medicina tradizionale, che utilizza processi secolari di fermentazione e ingredienti erboristici come ginseng, bambù, tè verde. Ci sono poi anche quelli più esotici come stella marina, alghe, placente animali e secrezioni di lumache, ma rimane comunque un approccio naturale. Basta pensare ai famosi prodotti Erborian nati dalla collaborazione tra una scienziata coreana e un’innovatrice francese, che convincono la pelle a non invecchiare!

Così come il look fresco che si cerca di ottenere, trucco appena accennato sui toni del pesca, arancio e rosa. Banditi i colori scuri, considerati per donne mature! Bizzaro è che i teenegers coreani devono attenersi a rigide regole scolastiche come indossare l’uniforme, neanche un filo di make-up, niente smalto o colorazioni per capelli. Una bellezza segreta che i brands hanno tradotto in  packging alla 007: rossetto-penna da confondersi nell’astuccio o creme confezionate in brik di latte per camuffare la propria identità. Alice in Wonderland ne andrebbe matta…

Ma non finisce qui, il mantra coreano ‘baby face’ sembra sia una vera ossessione, ma sarà possibile? Forse si…una volta c’era solo la BB cream perfezionatrice magica, oggi non basta, le consumatrici sono vere professional costumers pronte a tutto per essere più belle: gel al collagene da conservare in frigorifero, maschere multitasking di tessuto o fogli di alluminio (idratanti sulle guance, purificanti su naso-fronte e antiborse per gli occhi), lipgloss patch, matite per coprire diradamento della riga dei capelli, make-up costumizzato…

Il fenomeno del layering, sovrapposizione cosmetica, è sempre più diffuso. Fast and slow è lo slogan di questa ritualità che ti insegna a gestire il tempo e a raccontarti davanti allo specchio. Routine quotidiana che mira a un pensiero positivo ed energico ma soprattutto a risintonizzarsi con la propria immagine spesso annacquata nello stress. Non più così lontano, l’Oriente con la sua millenaria esperienza è tra noi e ci insegna la sua bellezza ying e yang. E poi…tutte in rete, però, sotto l’hashtag #unconventionalbeauty

Lola’s Choice

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